A Sahiwal religioni insieme per la Giornata internazionale della pace

In un Paese scosso dai venti dell'estremismo 200 rappresentanti di realtà e fedi diverse hanno celebrato insiema la Giornata internazionale della Pace. Gli attivisti: "Combattiamo la cultura prevalente dell'odio con più consapevolezza"

di Shafique Khokhar

Sahiwal (AsiaNews) – In un Paese come il Pakistan minacciato dall'estremismo e dal terrorismo, come anche la crisi nel vicino Afghanistan sta mostrando, ci sono persone e organizzazioni che si aggrappano ai “costruttori di pace”. Voice for Justice International, organizzazione comunitaria che mira a prevenire atti di ingiustizia e azioni discriminatorie, è attiva anche in Pakistan dove in occasione della Giornata internazionale della pace (21 settembre) ha rinnovato il suo impegno a difendere i diritti dei più deboli. Presso il Tehsil Council Hall di Sahiwal (Nord-Est del Paese) 200 rappresentanti di varie realtà e organizzazioni religiose hanno partecipato alla cerimonia della giornata internazionale della pace, ricorrenza istitutita dall'Onu nel 1981 e celebrata ogni anno.

“Lavoriamo quotidianamente per rafforzare il pluralismo in Pakistan in risposta alla cultura prevalente dell'odio e dell'estremismo - ha esordito Ashiknaz Khokhar, attivista per i diritti umani -. La pace è una necessità che non avrà un impatto solo sul presente, ma anche sulle generazioni future”. Anche quest’anno sono state decine le azioni terroristiche che hanno scosso il Paese dell’Asia meridionale - di pochi giorni fa la notizia dell’ennesimo attentato ad un check point nel Sud-Ovest del Pakistan che ha tolto la vita a tre uomini e ferito quindici civili -. Ecco perché, come sostiene Khokhar, c’è bisogno prima di tutto di una matura coscienza civile: “Senza dubbio le leggi sono importanti, ma è soprattutto necessaria una consapevolezza a livello locale e nazionale”.

Diverse le critiche al governo pakistano, tacciato di non aver fatto abbastanza per condannare e arginare gli atti di odio e di terrore: “Esistono leggi che dovrebbero scoraggiare i messaggi di odio e promuovere la tolleranza religiosa, ma purtroppo non vengono applicate - ha ammonito Joseph Janssen di Voice for Justice International -. Le cose non miglioreranno finché la società civile non si deciderà a prendere posizione contro queste forze politiche che usano la religione per scopi politici”. Janssen ha anche fatto notare come tutte le religioni predicano la non-violenza, specie verso le donne, i bambini, gli anziani e le minoranze; eppure, donne e bambini continuano a perdere la vita in Pakistan. E questo proprio per mano di estremisti mossi nelle loro azioni da rivendicazioni di stampo religioso.

Concordi anche padre Khalid Rashid Asi, Vicario Generale della diocesi di Faisalabad, e padre Zahid Augustine, che hanno sottolineato l’importanza delle giovani generazioni in questo lento processo che dovrà portare il Paese verso la pace e l’armonia sociale.

Al termine della cerimonia sono stati premiati diverse personalità che, con il loro operato, hanno contribuito in modo significativo alla costruzione della pace nelle loro comunità e tra la loro gente. Tra questi anche padre Khalid Rashid Asi, il professore Jalil Butt, impegnato nella sensibilizzazione verso i diritti civili, Zahoor Ahmad e Sohail Shaukat in rappresentanza del mondo islamico.

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