Chiesa pakistana: papa Francesco ‘faro di speranza’ per l’umanità

L’arcivescovo di Islamabad-Rawalpindi esprime il profondo dolore di cattolici e non del Paese. Il “coraggio” di portare “in prima linea” persone spesso “scartate”. Dall’armonia interreligiosa ai temi ecologici i gesti che sono “testimonianza del suo profondo impegno per l’unità”. Lo sguardo rivolto al prossimo conclave, perché “lo Spirito Santo guidi i cardinali”.

di Shafique Khokhar

Lahore (AsiaNews) - La Chiesa in Pakistan è “profondamente addolorata” per la morte di papa Francesco, una “figura paterna non solo per la comunità cristiana, ma per tutta l’umanità”. È quanto afferma in un messaggio inviato ad AsiaNews mons. Joseph Arshad, arcivescovo di Islamabad-Rawalpindi, sottolineando gli “instancabili servizi per la cura dell’universo, la fratellanza, armonia interreligiosa e la pace nel mondo” del pontefice scomparso il 21 aprile. “Era - sottolinea il prelato - un faro di speranza per l’umanità. Abbiamo perso un vero pastore delle anime. La Chiesa cattolica in Pakistan esprime il suo profondo dolore per la morte di Sua Santità e prega che Dio gli conceda la ricompensa della vita eterna”.

P. Bonnie Mendes, una delle figure più autorevoli e apprezzate della Chiesa in Pakistan, ricorda la “sorpresa” al momento dell’elezione nel marzo 2013, perché “nessuno si aspettava un papa dall’Argentina”. E ancora, la sfida lanciata a “vivere e predicare” il Vangelo mostrando “piena fiducia” in Dio. Ora lo sguardo è rivolto al prossimo conclave, per questo egli invita alla preghiera perché “lo Spirito Santo guidi i cardinali” nella scelta di un pontefice “del nostro tempo. Il papa ha portato alla Chiesa un ethos completamente nuovo. Ha detto - sottolinea p. Mendes - di volere sacerdoti che fossero vicini al popolo”.

E ancora, il “coraggio” di portare “in prima linea” persone spesso “scartate” in passato come p. Gustavo Guiterrez quale relatore ospite per l’Assemblea internazionale della Caritas nel 2015, come lo era stata Madre Teresa nel 1982. Vi sono poi gli incontri con alcuni capo di Stato islamici e personalità di primo piano della comunità musulmana sciita e sunnita, unitamente alle istituzioni globali con uno sguardo rivolto al futuro capace di precorrere i tempi. “Papa Francesco si è divertito a parlare con i giovani e ha fatto in modo di incontrare sempre i giovani nei viaggi all’estero” prosegue il sacerdote, che sottolinea infine altri tre elementi: lo sguardo “rilassato”, l’attenzione per i santi fra i quali p. Joseph Vaz e la lotta contro gli abusi verso i minori.

Yousaf Benjamin, amministratore delegato di DIGNITY First e CYRIL News, racconta di aver appreso “con profonda tristezza” della scomparsa del papa. “La sua leadership, la sua compassione e la sua dedizione alla pace globale, alla salvaguardia dell’ecologia e alla promozione dell’armonia interreligiosa - aggiunge - hanno toccato la vita delle persone in tutto il mondo, indipendentemente dalla loro fede”. Del pontefice ricorda ancora “i suoi instancabili sforzi per colmare i divari e promuovere la comprensione tra religioni e culture diverse” che resteranno una “testimonianza del suo profondo impegno per l’unità. La sua perdita - conclude - sarà sentita profondamente dalla Chiesa cattolica e da tutti coloro che sono stati ispirati dal suo messaggio di speranza e di unità”. 

P. Khalid Rashid Asi ricorda ad AsiaNews il legame con la Chiesa locale partendo dalle molte nomine di vescovi, dall’elezione al rango cardinalizio dell’arcivescovo emerito di Karachi Joseph Coutts che “è motivo di orgoglio per il Pakistan”. Fra le nomine quella di mons. Benny Mario Travas arcivescovo a Karachi; a Faisalabad mons. Indrias Rehmatand; a Rawalpindi mons. Joseph Arshad; a Multan mons. Yousaf Sohan; a Hyderabad mons. Samson Shukardin; infine, a Quetta mons. Khalid Rehmat. Inoltre, prosegue il sacerdote, Francesco “ha inviato al mondo il messaggio che la Chiesa pakistana non è sola e che siamo sempre al fianco della comunità”. Come in molte altre zone a maggioranza islamica ha promosso “un dialogo pacifico con i leader musulmani del Pakistan per una società tollerante e ha sempre incoraggiato la leadership pakistana”. “L’amore di Papa Francesco per i poveri, gli orfani, le vedove e gli oppressi - prosegue - dimostra che egli è la Madre Teresa di oggi“. Infine, il pontefice “ha espresso più volte la sua solidarietà alla comunità cristiana del Pakistan, nel 2015 quando due chiese di Lahore sono state bombardate dagli estremisti e nel 2023 dopo l’incidente di Jaranwal, condannando con forza questi incidenti e facendo appello alla preghiera per i cristiani pakistani. Ha sempre pregato - conclude p. Khalid  - per la pace, fratellanza e libertà religiosa in Pakistan e ha profuso i suoi sforzi per raggiungere questo scopo”.

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