Commissione Giustizia e pace: ‘Atto inumano’ la profanazione del Corano in Norvegia

L’organizzazione della Chiesa cattolica promuove una manifestazione pacifica al club della stampa a Karachi. A Kristiansand, in Norvegia, un’organizzazione anti-islamica ha bruciato una copia del Corano. Leader di tutte le religioni in Pakistan pregano per la pace del mondo e l’armonia tra le fedi.

di Shafique Khokhar

Karachi (AsiaNews) – Un “atto inumano”: così la Commissione nazionale Giustizia e pace (Ncjp) della Conferenza episcopale pakistana definisce la profanazione di una copia del Corano, testo sacro per i fedeli dell’islam, in Norvegia. Con lo scopo di ribadire l’importanza del dialogo interreligioso e dell’armonia tra le fedi, l’organizzazione della Chiesa cattolica ha organizzato una manifestazione pacifica al club della stampa a Karachi il 23 novembre. Il card. Joseph Coutts, arcivescovo di Karachi, e p. Saleh Diego, vicario della diocesi e direttore della Ncjp, dichiarano: “Dobbiamo rispettare tutte le religioni e ci aspettiamo che gli altri rispettino la nostra”.

La dissacrazione del Corano è avvenuta durante una manifestazione dell’associazione anti-islamica “Stop Islamisation of Norway” a Kristiansand il 19 novembre scorso. La Ncjp condanna l’episodio e esprime solidarietà nei confronti dei sentimenti religiosi dei musulmani violati nel Paese europeo.

Alla manifestazione organizzata dalla Chiesa hanno partecipato anche i leader religiosi islamici e sikh. P. Diego chiede al governo di Oslo di “prevenire simili azioni” e “assicurare i responsabili alla giustizia il prima possibile”. Inoltre definisce il rogo del Corano una “miserabile situazione d’intolleranza e un atto insostenibile”.

Per la cristiana Tabasum, avvocato, “l’incidente ha ferito i sentimenti dei musulmani. I norvegesi erano un popolo pacifico, la Norvegia aveva una buona reputazione a livello mondiale di rispetto dei diritti delle altre religioni. Questi nuovi fondamentalisti hanno distrutto il suo nome e la sua immagine nel mondo. Nessuno ha il diritto d’insultare la religione altrui”.

Allama Muhammad Ahsan Siddiqui, presidente della Commissione interreligiosa per la pace e l’armonia (Icph), chiede alle Nazioni Unite “di valutare l’episodio per il bene dell’armonia e della pace nel mondo. Tali atti sacrileghi vanno contro il concetto di armonia tra le fedi e minacciano il tessuto multiculturale delle società e la fratellanza. Questo ha ferito nel profondo i sentimenti della popolazione del Pakistan e dei musulmani di tutto il mondo”.

Sardar Ramesh Singh, presidente del Consiglio pakistano dei sikh, aggiunge: “Condanno questo atto vergognoso, che è contro gli insegnamenti della mia religione”. Pandit Sham Lal Sharma, indù, chiede “a nome di tutta la comunità indù che il governo norvegese punisca i colpevoli e riporti la pace”. Kashif Anthony, coordinatore della Ncjp, lancia un appello in conclusione: “Ringraziamo tutti i partecipanti e chiediamo di pregare per la pace nel mondo e in Pakistan. Dobbiamo rispettare le religioni altrui e lavorare per la diversità nella società e per la prosperità del nostro Paese”.

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