Detenuti cristiani protestano contro la distruzione della "loro" chiesa

Nella prigione di Adiala decine di detenuti cristiani protestano da giorni contro la demolizione di una chiesa e perché non possono tenere le funzioni religiose. Le altre minoranze appoggiano la protesta. L’amministrazione del carcere nega tutto, ma gruppi esterni condividono la protesta.

Rawalpindi (AsiaNews/Agenzie) – E’ proseguita ieri nella prigione di Adiala a Rawalpindi, per il terzo giorno consecutivo, la protesta di oltre 300 reclusi contro la demolizione di una chiesa nelle proprietà del carcere. I detenuti protestano anche che è loro impedito di compiere riti religiosi. Nella prigione sono detenuti oltre 150 cristiani, che sono determinati a proseguire la protesta fino a quando l’amministrazione del carcere consentirà loro di seguire le funzioni religiose.

Shahid Saleem Baig, sovrintendente dell’istituto, ha detto al quotidiano Daily Times che nell’area del carcere non ci sono chiese e che l’unico ostacolo per le funzioni dei detenuti cristiani consiste nel sovraffollamento del carcere.

Ma i detenuti cristiani, sostenuti anche dai detenuti appartenenti ad altre minoranze, insistono che l’amministrazione li tratta in modo “irresponsabile e discriminatorio”.

Anche Shahbaz Bhati, presidente dell’Alleanza di tutte le minoranze pakistane, ha criticato le autorità del carcere perché impediscono ai cristiani  di celebrare  funzioni religiose.

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