Estremisti islamici vogliono eliminare i cristiani di Sangla Hill

Nella preghiera di venerdì scorso in moschea appelli all'impiccagione di Yousaf Masih, accusato di blasfemia. Arcivescovo di Lahore al governatore del Punjab: la situazione si fa più tesa con l'avvicinarsi del Natale.

di Peter Jacob

Sangla Hill (AsiaNews) - Circoli religiosi islamici continuano a fomentare l'odio dei musulmani verso i cristiani a Sangla Hill. A denunciarlo in una lettera al governatore del Panjab è mons. Lawrence Saldanha, arcivescovo di Lahore. Il messaggio, inviato sabato scorso, definisce "preoccupante" la situazione nel villaggio soprattutto per l'avvicinarsi del Natale.

Il 2 dicembre leader di alcuni gruppi religiosi islamici, riuniti al Jamia Masjid Rizvia per la preghiera del venerdì, hanno ribadito la condanna al cristiano Yousaf Masih, ritenuto colpevole di aver dissacrato il Corano chiedendone l'impiccagione pubblica. Il presunto caso di blasfemia ha provocato gli attacchi del 12 novembre scorso contro chiese e proprietà di cristiani a Sangla Hill. Gli intervenuti al raduno hanno chiesto anche il rilascio incondizionato degli 88 musulmani in custodia della polizia in relazione alle violenze nel villaggio. A presiedere l'incontro di venerdì vi erano Pir Mohammad Afzal Qadiri Markazi Ameer Alam-e-Tanzeem Alah-e-Sunnat, Shahibzada Mohammad Zia Marzaki Nazim-e-Ala Alah-e- Sunnat Shahibzada Haji Fazal Kareem, Mohammad Yousaf Qadiri Zil-e-Nazim - amministartore distrettuale - Hafizabad, Pir Mohammad Lateef Zil-e-Amer  Alah-e- Sunnat Sheikhpura, Mohammad Yaqoop Zil-e-Ameer Faislabad, Sheikh Mohammad Saleem Minhaj-ul-Quran. Essi hanno, inoltre, invitato i musulmani ad unirsi per l'onore e l'integrità dell'Islam e ad eliminare i cristiani. Dopo la preghiera, la polizia ha permesso ai fedeli di lasciare la moschea in piccoli gruppi.

I membri della comunità cristiana ricevono ancora minacce e non escono di casa per la paura. Il 3 dicembre, l'arcivescovo di Lahore, mons. Lawrence Saldanha, ha inviato un messaggio al governatore del Punjab per informarlo che a Sangla Hill la situazione è ancora preoccupante a causa di alcuni circoli religiosi, che seminano odio tra le comunità. "Nell'ultima settimana - si legge nella lettera - sono apparse sulla stampa dichiarazioni provocatorie da parte di alcune organizzazioni come Majlis-e-Khatm-e-Naubuat e Madrasa Naeemia, di Lahore; esse danno l'impressione che l'attacco ai cristiani a Sangal Hilll era un piano programmato".

Il presule denuncia anche che "mentre l'inchiesta giudiziaria deve ancora concludersi, [questi leader religiosi] danno per scontata la colpevolezza di Yousaf Masih". Rivolgendosi direttamente al governatore, mons. Saldanha si augura che anche lui concordi sulle "gravi ripercussioni" di queste dichiarazioni in un ambiente già teso.

Nel suo messaggio il presule chiede che: vengano individuati al più presto i colpevoli, perchè "arrestare innocenti è controproduttivo"; l'amministrazione si impegni per la riconciliazione tra le due comunità fornendo informazioni precise su come sono andati i fatti; i risultati dell'inchiesta giudiziaria siano resi pubblici il prima possibile; si intraprendano dialoghi tra la popolazione in modo da contenere il rischio di altre violenze nei distretti di Nankana e Sheikhpura, più a rischio soprattutto per l'avvicinarsi del Natale. Mons. Saldanha ha infine sottolineato di nuovo l'urgenza di abolire la legge sulla blasfemia.

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