Faisalabad, cristiano rapito e violentato da un gruppo di musulmani

Il 17enne Danish Masih è stato tenuto prigioniero per cinque giorni e drogato. La polizia ha agito in ritardo, nessuno è stato arrestato. La Commissione cattolica Giustizia e Pace chiede una nuova legislazione per mettere fine a queste pratiche contro i cristiani.

di Shafique Khokhar

Faisalabad (AsiaNews) - Drogato, rapito e seviziato prima di essere abbandonato in un’area desolata del Pakistan da parte di un gruppo di musulmani. È quanto accaduto a Danish Masih, 17enne cristiano della città di Ghafari. Nonostante il padre avesse denunciato la scomparsa del giovane, gli agenti di polizia non si sono mossi e il ragazzo è tornato a casa da solo dopo cinque giorni di prigionia.

Le tracce del giovane si erano perse il 6 giugno; due giorni dopo suo padre  Daniyal aveva avvertito la polizia della scomparsa, ma nulla è stato fatto. A quel punto il genitore ha deciso di rivolgersi a un attivista per i diritti umani, Lala Robin Daniel, che ha raccontato la vicenda ad AsiaNews.

Secondo quanto ricostruito finora, Danish è stato drogato e reso incosciente prima di essere rapito da un musulmano chiamato Ali Raza e dalla sua banda. Lo hanno tenuto prigioniero in un luogo sconosciuto e violentato. Gettato poi in una zona vicino a Faisalabad, il giovane è riuscito a trovare la strada di casa e informare la famiglia.

Lala Robin ha espresso il proprio disappunto per l’atteggiamento della polizia: “Come cristiani siamo una minoranza e siamo anche soli. Per noi non ci sono giustizia e pari diritti”. Anche se ora le forze dell’ordine sono alla ricerca dei colpevoli, nessuno è stato arrestato. Ma la famiglia di Danish chiede giustizia.

“Siamo impegnati a non risparmiare nessuno di loro. Faremo del nostro meglio per portarli davanti a un tribunale e punirli secondo la legge. Chiediamo agli agenti di polizia di cooperare e di arrestare questi mostri il prima possibile”, ha affermato l’attivista.

Questa vicenda è solo l’ennesimo caso di violenza contro i cristiani del Pakistan. Considerato l’aumento di rapimenti, abusi sessuali sui minori, conversioni e matrimoni forzati, la Commissione cattolica Giustizia e Pace (Ccgp) aveva organizzato un seminario presso la parrocchia del Sacro Cuore di Sahiwal per chiedere all’Assemblea federale e provinciale una nuova legislazione che metta fine a queste pratiche.

Yuhana Masih, responsabile del Ccgp, ha spiegato che la definizione di “conversione forzata” dovrebbe essere inserita in un quadro normativo nazionale. La Ccgp ha chiesto anche che i giudici valutino una serie di condizioni per una proposta di legge più progressista sul matrimonio e il divorzio fra cristiani; tra queste: il consenso, l'esattezza dell'età e dello stato civile di entrambe le parti.

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000