Faisalabad: esce il secondo cd di mons. Arshad, per “una società di pace”

Il lancio dell’album rientra nelle iniziative per il 70mo anniversario dell’indipendenza del Pakistan. I brani “riflettono la ricchezza della cultura e delle varie sfumature del Paese”. Produttore cinematografico: “I cristiani hanno avuto un ruolo determinante. Non meritano di essere chiamati minoranza”.

di Kamran Chaudhry

Lahore (AsiaNews) – Più di 700 cristiani hanno partecipato alla cerimonia per l’uscita del secondo album musicale di mons. Joseph Arshad, vescovo di Faisalabad. Il cd – sul quale sono registrati otto brani – si intitola “Hum hain Pakistani” (Noi siamo pakistani) ed è stato interamente scritto e composto dal vescovo, che nel 2015 ha lanciato la sua prima fatica musicale. Rivolgendosi ai presenti, il vescovo ha dichiarato: “Tutti noi sappiamo cosa sta accadendo nella nostra società. Incoraggio i giovani a divenire la speranza e [motore] del cambiamento del destino del Pakistan. Credo fermamente che tutti insieme possiamo creare un Paese prospero, di pace e sviluppato”.

La cerimonia per il lancio del cd si è svolta a Lahore lo scorso 25 luglio e rientra nelle manifestazioni organizzate per il 70mo anniversario dell’indipendenza del Pakistan, che si celebra il 14 agosto. Mons. Arshad rivela ad AsiaNews che le canzoni “sono state composte durante i miei 14 anni di servizio diplomatico presso la Santa Sede a Malta, in Sri Lanka, Bangladesh, Madagascar, Bosnia ed Erzegovina”. L’album si avvale di collaborazioni importanti con noti cantanti pakistani, come Ghulam Abbas (vincitore del Tamgha-i-Imtiaz, o Medaglia di eccellenza, la quarta onorificenza civile del Paese) e Humara Channa (vincitrice di sei Nigar Award), e con interpreti cristiani.

Nella dichiarazione ufficiale del National Catholic Centre for Social Communication si legge che “le canzoni si basano sui temi di nazionalismo, pace, armonia interreligiosa e riflettono la ricchezza della cultura e delle varie sfumature del Pakistan”. Il vescovo di Faisalabad riferisce che uno dei brani “si ispira a Muhammed Ali Jinnah, fondatore della patria, che parlava di uguaglianza di diritti e libertà per tutte le minoranze religiose”. Citando le parole di Jinnah, mons Arshad ricorda un suo discorso: “Tu sei libero di andare al tuo tempio; sei libero di andare alla tua moschea o in qualunque altro luogo di culto in questo Stato del Pakistan. A qualunque religione, casta o credo tu appartenga, non ci sarà discriminazione o distinzione. Siamo tutti cittadini con uguali diritti”.

Secondo mons. Sebastian Shah, vescovo di Lahore, “l’album invita a respingere l’egoismo e a rinnovare il patriottismo. Io spero che questi brani musicali vengano cantati per le strade del Paese. Le scuole gestite dalla Chiesa hanno formato tanti leader e scienziati. È giunto il momento di celebrare i 70 anni del nostro contributo”. Shahzad Rafique, produttore cinematografico di religione islamica, afferma che “la musica può aiutare a combattere il terrorismo. È raro vedere che un vescovo usi la musica per sostenere l’armonia. Egli ha rappresentato i sentimenti di tutti i pakistani. I cristiani hanno giocato un ruolo significativo nella formazione e nello sviluppo del Paese ed è arrivato il momento che le autorità riconoscano il loro servizio. Non meritano di essere chiamati minoranza”. 

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