Faisalabad: stuprata, si suicida alla liberazione degli aguzzini. Attivisti chiedono giustizia

La 17enne Zahra Nasim si è tolta la vita davanti alla caserma di polizia. Il 18 giugno è stata violentata da tre uomini; dopo pochi giorni il giudice ha ordinato il rilascio dei colpevoli. Sacerdote a Lahore: lo Stato ha fallito nel garantire giustizia e diritto. In tre mesi oltre una dozzina di stupri e omicidi contro donne.

di Jibran Khan

Faisalabad (AsiaNews) - La società civile di Faisalabad, nel Punjab, è scesa in piazza oggi per chiedere giustizia in nome di Zahra Nasim, una nuova vittima delle violenze sessuali e degli abusi contro le donne in Pakistan. Anche in questo caso, come avvenuto in passato, gli stupri vengono commessi nella più completa impunità, con i colpevoli che vengono rilasciati o nemmeno perseguiti, mentre autorità, magistratura e polizia restano inerti. Del resto solo negli ultimi tre mesi, in tutta la nazione, si sono registrati oltre una dozzina di casi di violenze sessuali e omicidi. Per questo nei mesi scorsi attivisti cristiani e musulmani hanno manifestato, promuovendo l'iniziativa "nastri bianchi" contro e chiedendo nuove leggi a protezione dell'universo rosa. 

Zahra Nasim, 17 anni, originaria di Faisalabad, è stata stuprata da tre uomini il 18 giugno; all'indomani della vicenda, il ministro Capo del Punjab ha aperto un fascicolo e chiesto (e ottenuto) l'arresto dei colpevoli. Tuttavia, a distanza di pochi giorni, il 25 giugno, un giudice ha ordinato il rilascio degli indagati; sconvolta dalla notizia, ieri la ragazza si è suicidata davanti alla sede del Commissariato di polizia. 

P. Adil John, sacerdote a Lahore, si è unito alla protesta definendo l'intera vicenda un "triste affare di stato", con gli organismi preposti a far rispettare le leggi che "hanno fallito nel loro compito" di tutela delle vittime e di garanti del diritto. Egli ricorda anche che nella provincia del Sindh le ragazze indù sono vittime di frequenti sequestri e conversioni forzate, ma "nessuno fa mai nulla... Per quanto tempo tutto ciò dovrà continuare?". 

L'attivista pro diritti umani Arshed Mirza, di Lahore, spiega le ragioni della manifestazione: "Protestiamo contro la crescente violenza contro le donne - sottolinea - che sono vittime di stupri e omicidi, senza che la giustizia intervenga per punire i responsabili. Al contrario, alcuni leader religiosi [musulmani, ndr] affermano che se una donna viene sturpata, non deve denunciarlo. Questo è davvero folle". 

Con più di 180 milioni di abitanti (di cui il 97% professa l'islam), il Pakistan è la sesta nazione più popolosa al mondo ed è il secondo fra i Paesi musulmani dopo l'Indonesia. Circa l'80% è musulmano sunnita, mentre gli sciiti sono il 20% del totale. Vi sono inoltre presenze di indù (1,85%), cristiani (1,6%) e sikh (0,04%). Le violenze contro le minoranze etniche o religiose si verificano in tutto il territorio nazionale, ma negli ultimi anni si è registrata una vera e propria escalation e che ha investito soprattutto i musulmani sciiti e i cristiani. 

 

 

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