Frontiera, scoppia la guerra: i talebani uccidono 22 leader tribali

Rapite ad inizio settimana, le vittime sono state uccise con quella che sembra un’esecuzione di massa. I media chiedono al governo una risposta forte contro questa ingerenza da parte dei guerriglieri islamici.

Jandola (AsiaNews/Agenzie) – Le autorità della provincia della Frontiera nord-occidentale hanno confermato il ritrovamento di 22 leader tribali uccisi dai talebani. Erano stati rapiti il 23 giugno scorso a Jandola, provincia del Waziristan meridionale, da guerriglieri fedeli a Baitullah Mehsud. Secondo i quotidiani pakistani, “è iniziata la guerra”.

 

Tutte le vittime facevano parte di una tribù molto influente nel Nord del Paese, considerata alleata del governo alla guerra contro l’estremismo. La loro uccisione, avvenuta con le modalità di un’esecuzione, sembra essere un segnale alle forze militari internazionali e governative che cercano di limitare l’attività talebana nell’area.

 

Il Waziristan meridionale, una delle regioni più impervie del Paese, negli ultimi mesi è divenuto infatti ostello e campo d’addestramento per i talebani. Proprio qui le cellule estremiste spinte fuori dall’Afghanistan dal contingente internazionale hanno trovato rifugio e ricominciato l’addestramento per il jihad.

 

Con questa esecuzione di massa, scrive il quotidiano Dawn, “i talebani vogliono chiarire al governo che non permetteranno intromissioni nel loro operato. Ora è Islamabad a dover rispondere, e speriamo che lo faccia con la forza necessaria”.

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