Giovane cattolico muore sotto le violenze per convertirlo all'Islam

Crescono le tendenze alle conversioni forzate

Lahore (AsiaNews/Ucan) – Un ragazzo cattolico è morto sotto le violenze dei rapitori che cercavano di convertirlo all'islam. Il fatto ha suscitato scandali e critiche da parte dei cristiani e la Commissione episcopale di Giustizia e Pace ha deciso di citare in corte i responsabili.

Il giovane è morto per le violenze inflitte su di lui da parte di un insegnante e alcuni studenti di una scuola islamica. Una dichiarazione della Commissione di Giustizia e Pace afferma che l'incidente riflette "una pericolosa tendenza alle conversioni forzate".

Lo scorso 17 aprile Javed Anjum, 18 anni, studente di economia e commercio si era fermato a bere dell'acqua  da un rubinetto a Toba Tek Singh, 310 km a sud di Islamabad. Un insegnante e alcuni studenti della Jamia Hassan bin Almurtaza Madrasa , una scuola religiosa islamica delle vicinanze, lo hanno catturato. Per 5 giorni egli è stato torturato finché le sue condizioni sono divenute così gravi che i suoi torturatori lo hanno portato a una stazione di polizia affermando che Javed Anjum aveva cercato di rubare una pompa elettrica per l'acqua e lo hanno denunciato per furto. Il giovane è stato preso in consegna dalla polizia fino al 24 aprile, quando alcuni medici lo hanno finalmente curato. Ma era troppo tardi. Secondo l'inchiesta della Commissione episcopale, il giovane è morto il 2 maggio in un ospedale di Faisalabad, per "blocco renale". Nei giorni precedenti i medici avevano anche diagnosticato la rottura di alcune costole e la perdita della vista.

Secondo Giustizia e Pace, la polizia si è rifiutata di verificare le cause delle ferite di Anjum, e di investigare sulle accuse sporte contro di lui.

Il capo della Commissione episcopale, Peter Jacob, ha dichiarato che i responsabili della scuola islamica stanno cercando di dare l'impressione che Anjum fosse un drogato. Anche i responsabili politici musulmani locali stanno difendendo e proteggendo la scuola. "Tutto questo mostra – dice Jacob – che i colpevoli sono coscienti di quanto hanno fatto e disperatamente cercano di nasconderlo attraverso false accuse".

La Commissione episcopale afferma che "l'intolleranza religiosa e la discriminazione sono le ragioni alla base di alcuni incidenti successi di recente, in cui alcuni giovani non musulmani sono stati con la forza convertiti all'islam e circoncisi contro la loro volontà".

Lo scorso novembre un altro ragazzo pakistano cattolico, il 15enne Zeeshan Gill è stato preso da alcuni compagni di scuola e costretto a diventare musulmano. Alcuni insegnanti islamici lo hanno minacciato e picchiato, costringendolo a seguire lezioni alla Madrasa Jamia al Qasim al Aloom, una scuola islamica con annesso un collegio. Zeeshan Gill è riuscito poi a fuggire, ma da allora lui e i suoi parenti si sono nascosti per paura di essere uccisi.

La Commissione di Giustizia e Pace ha chiesto al governo del Punjab non solo di fare giustizia nel caso di Anjum, ma "di prendere misure a lungo termine per sradicare l'odio religioso e di seguire la legge, mettendo in atto provvedimenti contro questi odiosi crimini". In una dichiarazione pubblica si domanda al governo federale "di assicurare uguaglianza nei diritti e nelle opportunità, unico modo per costruire una società basata sulla giustizia, la pace e i diritti umani".

Va notato che l'insegnamento ufficiale dell'islam proibisce la conversione forzata.

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