Islamabad (AsiaNews / Agenzie) - Un gruppo di donne pakistane vuole l'abolizione della legislazione islamica che di fatto prevede la possibile lapidazione delle donne che hanno subito violenza sessuale, in quanto possono essere accusate di adulterio, a meno che non riescano a provare l'aggressione, e le adultere possono essere lapidate. Sono le leggi Hudood, ispirate al più rigido e retrivo islamismo, che, ad esempio, sanziona il furto col taglio della mano.
E' per le disposizioni di tali leggi, volute nel 1979 dal generale Zia-ul Haq, che pensava così di accattivarsi le simpatie islamiche, che sono state condannate l'80% delle donne islamiche che sono in prigione.
Emendate a più riprese, ora un gruppo di donne ne vuole l'abrogazione, perché, ha spiegato la parlamentare Sherry Rehman all'agenzia Afp, sono "talmente difettose, mal redatte e mal applicate che una modifica non avrebbe senso". E', a suo avviso, una legislazione fortemente discriminatoria nei confronti delle donne: "l'oggetto di ogni legge ha spiegato deve essere quello di aiutare a fare giustizia, ma questa legislazione ha come unico risultato la negazione totale della giustizia". "Le ingiustizie sostiene l'ex-giudice Majida Razvi, presidente della Commissione nazionale per lo statuto delle donne - sono continue da quando sono state adottate queste leggi". La Commissione, con 12 voti su 15 membri, appoggia la posizione di Sherry Rehman, parlamentare eletta nel Partito popolare del Pakistan (PPP) di Benazir Bhutto, duramente osteggiata dai partiti islamici tradizionalisti. Gli stessi deputati del PPP sono favorevoli più a delle modifiche che all'abrogazione di tali leggi.
Sono "leggi di ispirazione divina sostiene dal canto suo Samia Raheel Qazi, parlamentare di Jamaat-i-Islami, il più antico e più forte partito islamico date dal Corano e gli uomini non hanno il diritto di cambiarle". "Nessuno può cambiare il Corano obietta Anis Ahmad, docente di legge islamica e religioni comparate all'Università islamica internazionale di Islamabad ma ogni legge fatta dall'uomo può essere migliorata dall'uomo". Egli contesta, ad esempio, la disposizione per la quale per provare un adulterio o una violenza serve la testimonianza di quattro uomini "musulmani di buona reputazione", mentre il Corano non impone il sesso per i testimoni di un adulterio e non chiede testimoni per provare una violenza.
Esponenti di partiti islamici affermano che le leggi "non saranno mai abrogate", ma ammettono che ci sono stati abusi commessi per tale legislazione e che dei "miglioramenti" sono possibili.










