Kamikaze colpiscono un hotel a Peshawar, 15 morti e più di 70 feriti

Fra le vittime anche due impiegati delle Nazioni Unite. A bordo della vettura più di 500 kg di esplosivo. L’attacco non è stato rivendicato, ma è probabile che vi sia la mano dei talebani. Presidente e premier pakistano condannano l’attentato e confermano la “lotta totale al terrorismo”.

di Qaiser Felix

Peshawar (AsiaNews) – È di 15 morti e 75 feriti il bilancio aggiornato dell’attentato che ha colpito il Pearl Continental Hotel a Peshawar. L’attacco è avvenuto ieri sera alle 10.30 ora locale: un commando armato ha eliminato a colpi di arma da fuoco le guardie a difesa della struttura, poi ha fatto esplodere un’autovettura con a bordo 500 kg di esplosivo. Fra le vittime vi sono anche tre stranieri, due dei quali lavorano per organizzazioni umanitarie e agenzie delle Nazioni Unite.

 

Sefwat Ghayur, capo della polizia di Peshawar, conferma che si tratta di “un attacco suicida”. La deflagrazione è stata udita a diversi chilometri di distanza; numerosi edifici della zona sono stati danneggiati dall’onda d’urto provocata dall’esplosione. Una intera ala dell’hotel è stata abbattuta; una dozzina i veicoli distrutti.

 

L’attacco di ieri sera a Peshawar ricorda l’attentato dello scorso anno al Marriot Hotel di Islamabad, nel quale sono morte più di 50 persone. Il gesto non è stato ancora rivendicato, ma pare probabile che dietro l’attentato vi sia la mano dei talebani. La scorsa settimana i leader fondamentalisti avevano promesso una serie di attacchi in diverse città del Paese, in risposta all’offensiva dell’esercito nella vicina Swat Valley.

 

Mian Iftikhar Hussain, ministro dell’informazione della North-West Frontier Province (Nwfp), conferma la presenza di due stranieri fra le vittime. Essi sono Aleksandar Vorkapic, 44 anni, tecnico specializzato di nazionalità serba, membro dell’Alto commissariato Onu per i rifugiati. La seconda è la 52enne filippina Perseveranda So, dell’Unicef, impegnata in un progetto per la scolarizzazione delle ragazze della zona.

 

Ban Ki-moon, segretario generale Onu, ha condannato “il brutale attacco terroristico”. Condanne giungono anche dal presidente pakistano Asif Ali Zardari e dal premier Yousuf Raza Gilani; entrambi ribadiscono che la lotta al terrorismo prosegue, fino al totale sradicamento delle milizie estremiste dal Paese.

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