Khushpur, la famiglia di Shahbaz Bhatti apre un centro per la formazione delle donne

La struttura è stata inaugurata l’8 settembre e diventerà operativa a novembre. Il complesso è dedicato all’ex ministro cattolico assassinato dai talebani perché si opponeva alle leggi sulla blasfemia. Il centro offre corsi di cucito, estetica e pratiche sanitarie. L’obiettivo è rendere autonome le donne e contrastare le molestie.

di Kamran Chaudhry

Lahore (AsiaNews) – La famiglia di Shahbaz Bhatti, il ministro per le minoranze del Pakistan ucciso per la sua fede cristiana e perché si opponeva alla legge sulla blasfemia, ha deciso di aprire un centro “vocazionale” per le donne. La struttura si occuperà della formazione di giovani ragazze e donne cristiane, per contrastare le molestie nei loro confronti.

Il centro di formazione “Sant’Antonio da Padova” si trova nel “Complesso del Martire Shahbaz Bhatti” a Khushpur, vicino Faisalabad. Il villaggio è il più grande insediamento cristiano di tutto il Paese. Da qui proviene anche la famiglia dell’ex ministro, cofondatore della All Pakistan Minorities Alliance (Apma). Egli è stato assassinato nel 2011 a Islamabad da un gruppo talebano. Nel villaggio riposano i suoi resti.

La cerimonia d’inaugurazione si è svolta l’8 settembre, alla presenza di oltre 600 persone. Tra queste, alte cariche ecclesiastiche, tre sacerdoti, suore domenicane e politici cristiani. Il centro sarà operativo dal prossimo novembre e al momento 40 donne si sono iscritte ai corsi. La loro istruzione è già iniziata in un’industria tessile a Sialkot (a circa 250 km da Khushpur).

Il complesso, dislocato su quattro acri, ospiterà corsi di cucito, estetica e un dispensario. Ad AsiaNews p. Anjum Nazir, parroco della chiesa di St. Fidelis del villaggio, riferisce: “Le nostre donne vengono molestate dalla maggioranza in tutto il Paese. In particolare, quelle che lavorano come collaboratrici domestiche, sono spesso accusate di rubare soldi o monili d’oro. La situazione delle donne musulmane povere non è differente. Il nuovo centro è una grande opportunità per le donne del villaggio”.

L’iniziativa della famiglia di Shahbaz Bhatti si affianca a quella di altre Ong cristiane che organizzano programmi “di consapevolezza” per le domestiche cristiane. L’obiettivo è evitare che si ripeta quanto accaduto ad Asma Yaqoob, estetista cristiana di 25 anni, morta a Lahore dopo essere stata sfigurata con l’acido da un pretendente musulmano.

Nazir Bhatti, coordinatore dell’Apma, afferma: “La struttura continua la missione del ministro ucciso. Abbiamo sempre creduto nei diritti umani. Le donne che riceveranno la formazione diventeranno a loro volta mentori. Ci accerteremo che esse possano studiare in un clima familiare. L’Apma si sta facendo carico del costo dell’alloggio a Sialkot. Il dispensario avrà anche un corso di ostetricia”. P. Khalid Rashid Asi, ex vicario generale della diocesi di Faisalabad, apprezza gli sforzi della famiglia Bhatti. “Sosteniamo la loro iniziativa – dice in conclusione – e la promuoveremo all’interno della diocesi. I familiari di Bhatti continuano a servire nel villaggio e nella Chiesa locale nonostante la tragedia [che li ha colpiti]”.

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