Lahore, Giustizia e Pace: Neanche il Covid-19 ha fermato l’intolleranza religiosa

La minoranze sono sempre più discriminate. Morto un cristiano ferito a colpi d’arma da fuoco per aver comprato casa in un quartiere musulmano. Arcivescovo di Islamabad-Rawalpindi: Le autorità devono proteggere tutti i cittadini, senza distinzioni di credo. I tentativi di bloccare la costruzione di un tempio indù sono incostituzionali.

di Shafique Khokhar

Lahore (AsiaNews) – La pandemia di coronavirus non ha fermato l’intolleranza religiosa in Pakistan. È l’amaro commento della Commissione nazionale Giustizia e Pace dopo la morte, nei giorni scorsi, di un fedele cattolico ferito a colpi d’arma da fuoco per aver comprato casa in un quartiere musulmano.

Il 4 giugno,  Nadeem Joseph era stato aggredito da alcuni vicini musulmani nella colonia cittadina di Sawati Phatak, a Peshawar. Gli aggressori, alcuni dei quali sono stati subito arrestati (ma non l’ideatore del raid), volevano costringere il fedele cristiano e la sua famiglia ad abbandonare l’abitazione.

In una nota, Giustizia e Pace ha condannato l’atto di violenza nei confronti di Nadeem: “Le autorità devono fare il possibile per catturare il principale colpevole. Tutti hanno il diritto di comprare una proprietà in Pakistan. L’aggressione è una chiara violazione dei diritti umani e non può rimanere impunita”.

Mons. Joseph Arshad, arcivescovo di Islamabad-Rawalpindi e presidente della Conferenza episcopale pakistana, ha chiesto al governo di assicurare protezione ai familiari di Nadeem, le cui vite sono ancora in pericolo. Egli nota che i fenomeni di discriminazione sono in crescita: “Le autorità devono trattare questi episodi in modo serio e fornire protezione a tutte le minoranze religiose”.

Le autorità cattoliche hanno denunciato il crescente clima d’intolleranza nel Paese. Per le minoranze è sempre più difficile vivere in Pakistan. Esse sono discriminate persino nella distribuzione di aiuti alimentari e di protezioni sanitarie per il Covid-19.

Il tentativo di bloccare la costruzione di un tempio indù a Islamabad è un altro esempio di odio verso i non musulmani. Secondo padre Emmanuel Yousaf (Mani), direttore nazionale di Giustizia e Pace, le polemiche sulla realizzazione del luogo sacro indù riflettono la secolare ostilità delle frange più conservatrici della maggioranza musulmana nei confronti delle minoranze: “Tutto ciò è contrario ai valori sanciti nella Costituzione, che garantisce alle minoranze religiose libertà di culto e il diritto a gestire le proprie istituzioni”.

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