Lahore, un convegno interreligioso di giovani per l’armonia e la pace

L’evento si chiama “Aawaz Program”, cioè “voce e responsabilità”. Più di 100 giovani sono arrivati da 30 distretti. Giochi e programmi in comune per migliorare la socializzazione.

di Shafique Khokhar

Lahore (AsiaNews) – I giovani per promuovere la pace e la coesistenza in Pakistan: è lo scopo che ha radunato a Lahore più di 100 ragazzi cristiani, musulmani e sikh. L’evento si è svolto il 13 e 14 novembre presso l’Ambassador Hotel per promuovere un piano dal nome “Aawaz Program” (voce e responsabilità). Irfan Mufti, ex direttore del South Asia Partnership Pakistan (Sap-Pk), tra i promotori del convegno, ha esortato: “Anche se abbiamo differenti fedi, caste, culture, colori della pelle e lingue, siamo una sola nazione e dobbiamo alzare insieme la voce per i nostri diritti e far prevalere la giustizia in Pakistan”.

Irfan Mufti ha spiegato: “Vogliamo che i giovani del Pakistan lavorino in maniera entusiastica per promuovere pace, solidarietà, diritti umani ed uguaglianza. Così potremo essere una nazione sviluppata”. I ragazzi sono arrivati da 30 distretti del Punjab. In cinque anni di attività, l’Aawaz Program ha promosso la pace e l’armonia nel Paese attraverso l’educazione dei giovani nei 45 distretti della provincia.

Per il programma, il 13 novembre i ragazzi hanno fatto il “gioco dello scambio delle scarpe”, un modo per far sentire i partecipanti più vicini l’un con l’altro e far loro condividere esperienze di educazione. Al termine del gioco, i ragazzi hanno rappresentato i loro sentimenti attraverso dei disegni, che poi sono stati affissi al muro della sala.

Il giorno successivo sono intervenuti organizzatori e partecipanti. Mufti ha detto: “Non voglio parlare delle nostre mancanze, ma dei risultati raggiunti come nazione. Nonostante le limitate risorse, il Pakistan sta emergendo tra i Paesi in via di sviluppo. Il suo tasso di crescita annuale è del 4,5%, mentre quello del Punjab è dell’8%. Negli ultimi 70 anni la popolazione è aumentata in modo sensibile, il tasso di alfabetizzazione è passato dal 16,4% al 65%. Nel 1947 il giro d’affari era di 30 miliardi di dollari, oggi è di 350 miliardi di dollari”. Sulle condizioni dei giovani, ha aggiunto che “è un peccato che il nostro Stato non faccia nulla per le risorse umane. I nostri cittadini non potranno partecipare [allo sviluppo della] nazione fino a quando lo Stato non investirà sulle proprie risorse umane”.

Tra i giovani, ha preso la parola Sania Bibi. La ragazza ha raccontato di appartenere “ad una famiglia povera. A causa delle nostre condizioni, non potevo continuare a studiare e i miei genitori volevano che abbandonassi la scuola. Ma io ho detto loro che non avrebbero mai potuto uccidere il mio sogno di imparare”. Perciò ha iniziato a guidare un piccolo rickshaw nel suo villaggio: oggi con il suo guadagno riesce a mantenere la famiglia e a continuare gli studi.

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