Islamabad (AsiaNews) – Il governo pakistano ad interim ha approvato una riforma del sistema carcerario che prevede la costruzione di luoghi di culto non islamici all’interno delle prigioni nazionali. Lo ha annunciato Ansar Burney, ministro per i Diritti umani, dopo il suo ritorno da una visita nei luoghi di detenzione del Paese. Secondo il politico, manca soltanto il nullaosta del ministero delle Finanze per dare il via alla ristrutturazione.
Burney, che dice di essere rimasto “colpito” dalla situazione dei carcerati, aggiunge: “La piena libertà religiosa è un diritto inalienabile di ogni cittadino, sia questo in carcere o fuori. Dobbiamo integrare i membri delle minoranze, e renderli parte reale di questo Paese”.
Shahbaz Bhatti - presidente dell’All Pakistan Minorities Alliance, organismo che tutela il rispetto dei diritti delle minoranze etniche e religiose del Paese – commenta ad AsiaNews: “Questa è una notizia ottima: sarebbe molto bello che quanto annunciato venisse messo veramente in pratica, dato che altre volte il governo ha annunciato mosse del genere senza però metterle in pratica”.
Secondo Bhatti, tuttavia, Islamabad potrebbe fare uno sforzo in più: “Si dovrebbe permettere ai non musulmani di fare educazione religiosa all’interno delle carceri, così come fanno gli islamici. Il ministero per i Diritti umani, inoltre, dovrebbe condurre una seria indagine su coloro che sono in carcere sulla base di leggi discriminatorie, come la famigerata legge sulla blasfemia, e fare in modo che ne escano il prima possibile”.










