Pakistan, bandito il "Codice da Vinci"

Secondo il governo, il film è "blasfemo ed offensivo". Stessa decisione nell'Andhra Pradesh, settimo Stato indiano che ha deciso di non far uscire nelle sale la pellicola.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Il governo pakistano ha deciso di bandire dalle sale cinematografiche del Paese il "Codice da Vinci", pellicola tratta dall'omonimo romanzo, in quanto "blasfemo ed offensivo nei confronti della minoranza cristiana".

Secondo Ghulam Jamal, ministro della Cultura, "il film è blasfemo: l'Islam ci insegna il rispetto per ogni profeta e Gesù Cristo è un profeta molto rispettato da ogni musulmano. Ogni attacco o degradazione contro di lui è da condannare".

La decisione del governo segue le proteste della piccola comunità cristiana, il 2,5 % della popolazione totale, che a fine maggio aveva chiesto "il bando totale di un'opera che offende tutti noi, in nome del rispetto di ogni simbolo religioso che l'Islam insegna". Alla protesta si era unita anche la Muttehida Majlas-e-Amal [Mma, alleanza dei sei partiti islamici del Pakistan ndr].

Il "Codice" è stato bandito sabato 3 giugno anche dall'Andhra Pradesh, il settimo Stato indiano che ha deciso di non far uscire nelle sale la pellicola dopo il pronunciamento del Consiglio della censura indiana del 25 maggio scorso.

Questa aveva lasciato ai governi locali la decisione sul bando ma ha imposto alla Sony – casa di produzione e di distribuzione del film – di inserire un avvertimento all'inizio della proiezione che spiega come "il film è un prodotto di finzione senza alcuna validità storica".

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