Pakistan, parlamento unito nella lotta al terrorismo

Durante una seduta congiunta, i parlamentari hanno approvato all’unanimità una risoluzione in cui si tracciano le linee in materia di sicurezza nazionale. Attivista per i diritti umani definisce la legge “importante” nella guerra al terrore, mentre un parlamentare cattolico sottolinea “l’unità di intenti”.

di Qaiser Felix

Islamabad (AsiaNews) – Il parlamento pakistano, riunito in seduta congiunta, ha approvato all’unanimità una risoluzione in 14 punti in cui si delinea “la strategia della guerra al terrorismo” nel Paese. Illustrando ieri all’assemblea la nuova legge, il premier Yousuf Raza Gilani ha spiegato che essa servirà a inquadrare le direttive in materia di sicurezza nazionale; egli ha ringraziato i parlamentari per aver partecipato al dibattito che ha preceduto la stesura della legge e ha sottolineato che spetta ora al governo il compito di “riorganizzare la lotta contro l’estremismo e il terrorismo”.

“Ogni forma di estremismo rappresenta una minaccia per la sicurezza e la stabilità del Paese”, si legge nella risoluzione adottata dal parlamento pakistano, “e i regimi dittatoriali del passato non hanno migliorato la situazione” perché interessati “al mantenimento del potere” a discapito degli “interessi nazionali”. Per questo va ripensata la strategia “in materia di sicurezza” e le modalità di “lotta al terrorismo” per ristabilire “pace e stabilità in Pakistan e nella regione attraverso una politica estera indipendente”.

Peter Jacob, segretario esecutivo della Commissione nazionale di giustizia e pace, accoglie con favore la risoluzione definendola “un documento importante” viste le attuali condizioni del Paese, soprattutto perché essa “è stata discussa da entrambe le camere del parlamento”, le quali hanno saputo raggiungere “un consenso e approvare la risoluzione”. L’attivista per i diritti umani ribadisce ad AsiaNews che pur “non essendoci elementi davvero innovativi” nella risoluzione approvata, essa prevede l’applicazione di “politiche a lungo termine” e questo è un “elemento positivo”, anche se il cammino di pace è ancora lungo.

Shahbaz Bhatti, parlamentare cattolico pakistano, definisce la discussione e l’approvazione della mozione “un successo storico”, che è sinonimo di una “unità di intenti” nella lotta contro “le sfide poste dall’estremismo e dal terrorismo”. Bhatti si congratula con il presidente Zardari e con il Primo Ministro Gilani per il “successo” ottenuto e sottolinea “l’interesse dell’interno parlamento” alla discussione. Egli auspica anche che tutto il popolo “sostenga la politica governativa di lotta al terrorismo” e promuova la logica del “dialogo”, il solo modo “per dirimere i conflitti” interni ed esterni.

Auspicando che il Pakistan non sia usato “come base di appoggio per attacchi contro altri Paesi sovrani”, Shahbaz Bhatti chiede inoltre politiche economiche e sociali che “promuovano lo sviluppo delle aree tribali e delle province autonome al confine” e il rafforzamento del “pluralismo, della giustizia sociale, della libertà religiosa e della tolleranza reciproca” come previsto dalla Costituzione del 1973.

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