Pasqua in Pakistan: la “fede incrollabile” più forte della paura

P. Nadeem John Shaker sottolinea la “profonda devozione” dei cristiani, disposti a correre “ogni rischio” pur di partecipare alle funzioni. Il sacerdote chiede ai fedeli di assumersi “in prima persona” il compito di garantire la sicurezza. E lancia un appello all’Occidente: pregate per noi e continuate a parlare delle persecuzioni.

di Fareed Khan

Islamabad (AsiaNews) – I cattolici pakistani vivono la Settimana Santa e le celebrazioni di Pasqua con “profonda devozione” e sono disposti a correre “ogni rischio” pur di partecipare alle funzioni. È quanto afferma ad AsiaNews p. Nadeem John Shakir, segretario esecutivo della Commissione per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale pakistana, che conferma tuttavia il “clima di paura” che serpeggia fra i fedeli.

 

I cristiani potrebbero vivere una Pasqua “silenziosa”, come è già avvenuto lo scorso dicembre per il Natale. Le chiese hanno tenuto un “basso profilo”, senza luci o decorazioni esteriori nel timore di attacchi da parte di estremisti islamici. “Anche questo è un momento di silenzio – sottolinea p. Nadeem – negli ultimi giorni non si sono verificati incidenti o attacchi, ma i pericoli restano”.

 

Il periodo di Quaresima è stato vissuto in un “clima di paura”, prosegue il sacerdote, perché “nessuno è al sicuro”. Tuttavia, “aspettiamo comunque un gran numero di persone” durante le funzioni della Settimana Santa, perché la nostra è una “fede incrollabile”. P. Nadeem conferma che “è necessario garantire la sicurezza” e non basta lo spiegamento di forze garantito dal governo; sono “gli stessi cristiani” che si devono “assumere le responsabilità in prima persona”.

 

Il crescente fondamentalismo che si registra in Pakistan è una delle cause principali di discriminazioni e persecuzioni verso i non musulmani. A ciò si aggiunge una situazione di crisi generale attraversata dal Paese: attacchi bomba, mancanza di energia elettrica, aumento dei prezzi e disoccupazione contribuiscono a peggiorare il quadro, alimentando la lotta estremista contro il governo centrale. Le persone si sentono insicure perfino all’interno delle loro case.

 

Pur fra pericoli e incertezze, p. Nadeem vuole comunque lanciare un messaggio di speranza ai cristiani che aspettano la Pasqua, ricorrenza che “anche le tv e i media si apprestano a seguire con trasmissioni in diretta”. “Siamo spaventati e preoccupati – commenta il sacerdote – ma non vogliamo farci vincere dalla paura”.

 

Infine un appello ai cristiani dell’Occidente e agli organi di informazione: “Pregate per noi – conclude p. Nadeem – e continuate a parlare della nostra situazione. Il sostegno dei media e la loro voce è fondamentale per noi”.

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