Peshawar, 15enne si fa esplodere in una moschea sciita

Il ragazzo ha colpito la grande moschea sciita di Mirza Qasim Ali Imambargah: 10 vittime e 24 feriti. Un anno prima, un attentato identico aveva ucciso il capo della polizia municipale. Il Pakistan rischia di cadere in una faida fra musulmani.

di Qaiser Felix

Peshawar (AsiaNews) – Un giovane sunnita di 15 anni si è fatto esplodere ieri sera nella grande moschea sciita di Mirza Qasim Ali Imambargah a Peshawar, capitale della provincia della Frontiera nord-occidentale. L’attentato ha ucciso 10 persone; almeno altre 24 risultano ferite. Un anno prima, un altro attentato avvenuto nei pressi della stessa moschea aveva provocato diverse vittime, fra cui il capo della polizia municipale.

 

Non si ferma dunque la violenza settaria che ha colpito il Pakistan sin dallo scorso settembre, quando si è scatenata la protesta anti-Musharraf. Tuttavia, fanno notare alcuni analisti, va sottolineato il carattere religioso di questi nuovi attentati. Il governo è al corrente di questo mutamento della situazione, ed ha disposto una imponente copertura militare nel corso del mese islamico di Muharram, in cui gli sciiti compiono processioni in tutto il Paese.

 

La minoranza sciita del Pakistan, infatti, osserva in questo periodo il lutto rituale per l'anniversario della morte di Iman Hussein, nipote di Maometto, e la violenza settaria esplode spesso. Secondo Ghulam Ali, governatore della zona, l’attentato di ieri “Potrebbe essere una cospirazione per diffondere l'odio o per mettere musulmani contro musulmani”.

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