Peter Jacob premiato come difensore dei diritti umani e religiosi in Pakistan

Il prestigioso riconoscimento del Dipartimento di Stato Usa per l'impegno nella promozione e la protezione delle libertà religiose e i diritti umani in Pakistan. Il giudice Nasira Iqbal: “Un risultato notevole per tutti i pakistani, poiché i difensori dei diritti umani lavorano duramente per promuovere la coesione sociale e l'uguaglianza dei diritti per tutti”.

di Shafique Khokhar

Lahore (AsiaNews) – Il Centro per la giustizia sociale (Csj) ha organizzato un evento per celebrare il contributo di Peter Jacob alla lotta per i diritti umani e religiosi in Pakistan, in seguito al conferimento del prestigioso “Premio per la libertà religiosa internazionale” attribuito a Jacob dal Dipartimento di Stato Usa in occasione del 25° anniversario dell'International Religious Freedom Act. L'evento tenutosi a Lahore ha visto come relatori il giornalista ed educatore Wajahat Masood, il giudice Nasira Iqbal, Clara Strandhoj, capa a Lahore del consolato del Regno Unito, Karl Rogers, funzionario per gli affari pubblici del consolato degli Stati Uniti, Arif Saeed, console onorario della Germania, e gli avvocati sostenitori dei diritti umani Tanveer Jahan, Saroop Ijaz , Allama Saddiq Azhar, Samson Salamat e Rana Zulqurnain, che hanno raccontato molti aspetti del lavoro di Peter Jacob per la promozione e la protezione delle libertà religiose e i diritti umani in Pakistan.

Peter Jacob, direttore esecutivo del Csj, ha trascorso più di 35 anni lottando per i diritti delle comunità religiose minoritarie emarginate del Pakistan, cercando di far rispettare i loro diritti, a maggior ragione poiché sarebbero costituzionalmente garantiti. Per suggellare il suo sforzo, l’incontro è iniziato cantando un salmo da parte di una cantante cristiana, che poi ha recitato un Kafi del poeta sufi Shah Hussain per promuovere i valori della pace e del rispetto.

Jacob ha detto: “La religione è stata spesso utilizzata come elemento divisorio tra i cittadini e anche come arma per ottenere ‘punti politici' sui propri oppositori. Dobbiamo continuare a studiare l'intersezione del diritto alla libertà religiosa con altri diritti legati alla libertà di associazione, espressione e riunione in Pakistan”. Il direttore esecutivo del Csj ha anche detto con umiltà e gratitudine: “Sono felice di aver ricevuto questo riconoscimento a nome di centinaia di difensori dei diritti religiosi, sociali e umani del Paese. Possano i nostri sforzi collettivi portare a cambiamenti significativi e positivi nell’amato Paese”.

Durante l’incontro il noto giornalista ed educatore Wajahat Masood ha detto: “Noi, come cittadini, rifiutiamo di accettare il concetto di maggioranza e minoranza basato sulla religione. La Costituzione è un contratto sociale tra lo Stato e i suoi cittadini e noi crediamo e lavoriamo per un Paese in cui la costituzione garantisca l’uguaglianza di status, dignità, diritti e opportunità per tutti i cittadini senza alcuna discriminazione”. Anche il funzionario del consolato americano Karl Roger ha riconosciuto e tributato il suo apprezzamento per l’impegno di questi anni di Peter Jacob per i diritti umani in generale e per la libertà religiosa in particolare: “È necessario compiere ancora degli sforzi per garantire che la libertà religiosa di qualsiasi individuo o comunità non venga compromessa per prevenire atti di discriminazione, intolleranza e violenza”. Si è detto grato dell’impegno di Jacob anche il giudice Nasira Iqbal che si è congratulato per il meritato riconoscimento e lo ha definito “un risultato notevole per tutti i pakistani, poiché i difensori dei diritti umani come Peter Jacob hanno lavorato duramente per promuovere la coesione sociale e l'uguaglianza dei diritti per tutti"

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