Primo atto del governo di Imran Khan: tolta la censura a radio e tv di Stato

La decisione rientra nel contrasto alla corruzione annunciato in campagna elettorale. Il ministro per l’Informazione assicura a Pakistan Television e Radio Pakistan una “completa indipendenza editoriale”. Nel discorso d’insediamento, il primo ministro promette di eliminare gli sprechi e aiutare i bisognosi.

di Anna Chiara Filice

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Abolita la censura a televisione e radio di Stato: è la prima iniziativa del governo di Imran Khan, alla guida del Pakistan Tehreek-e-Insaf (Pti) e appena insediato come primo ministro del Pakistan. A darne notizia ieri sera è stato Fawad Chaudhary, nuovo ministro federale per l’Informazione, le comunicazioni e l’eredità nazionale. Sul suo profilo Twitter egli ha scritto che Imran Khan ha dato chiare istruzioni per abolire la “censura politica” e assicurare la “completa indipendenza editoriale a Pakistan Television (PTV) e Radio Pakistan”.

Il ministro ha aggiunto che “cambiamenti drastici nel dipartimento dell’informazione saranno visibili già nei prossimi tre mesi” e che la PTV e il Pakistan Cricket Board (la Federazione nazionale del gioco del cricket) “non saranno più utilizzati come proprietà privata da nessun governo”.

Sotto il controllo dell’amministrazione statale, la PTV e Radio Pakistan sono state spesso accusate di fare da “microfono” delle politiche di governo. Durante il precedente esecutivo di Nawaz Sharif, a capo della Pakistan Muslim League – Nawaz (Pml-N), le opposizioni lamentavano l’assenza della libertà di opinione sui canali d’informazione statali.

L’abolizione della censura rientra tra le politiche annunciate in campagna elettorale, puntata tutta sulla lotta alla corruzione, al mal costume dei partiti dominanti e al sostegno dell’ideologia islamica. Imran Khan, ex star del cricket sceso in politica, ha sbaragliato le opposizioni nella tornata elettorale dello scorso 25 luglio. Nonostante le accuse di brogli arrivate dai partiti d’opposizione e anche dai vertici della Chiesa, il neo-eletto primo ministro è riuscito a formare il governo grazie ad un’alleanza con piccoli partiti e ha giurato davanti al presidente lo scorso 18 agosto.

Nel discorso d’insediamento ha promesso di eliminare gli sprechi, investire denaro per i bisognosi come i bambini malnutriti, fare giustizia per le vittime di abusi e contrastare il cambiamento climatico. D’altro canto, numerose sono le sfide per il nuovo governo: l’inusuale alleanza degli altri due maggiori partiti (Pml-N e Pakistan Peoples Party) che hanno deciso di unirsi per fare opposizione; il fondamentalismo islamico; la carenza di risorse idriche; l’aumento vertiginoso della popolazione, a cui non si accompagna un’altrettanta rapida crescita economica.

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