Vescovo di Islamabad: istruzione, per un futuro migliore del Paese

Mons. Rufin Anthony in visita agli istituti e alle scuole cattoliche della capitale. Il prelato è anche presidente del Comitato diocesano per l'Educazione. Egli auspica un miglioramento nel livello di studi, pur salvaguardando il principio di gratuità e diritto allo studio per tutti. "L'educazione apre la mente ed espande gli orizzonti".

di Jibran Khan

Islamabad (AsiaNews) - Scuola e istruzione sono garanzia di "un futuro migliore per il Pakistan", perché consentono di "comprendere quanto succede attorno a noi in modo chiaro e logico". Mons. Rufin Anthony, vescovo di Islamabad-Rawalpindi, sottolinea ad AsiaNews il valore dell'istruzione quale via privilegiata per risollevare le sorti della comunità cristiana pakistana - ancora oggi vittima di emarginazione e persecuzioni - e, al tempo stesso, di contribuire allo sviluppo della nazione. Per tutta la settimana il prelato, che ricopre anche la carica di presidente del Comitato diocesano per l'educazione, visiterà scuole e istituti cattolici, illustrando progetti educativi volti a rafforzare il livello di conoscenze pur garantendo il principio di gratuità e il diritto allo studio per tutti.

Il 30 gennaio scorso mons. Anthony ha incontrato alunni, insegnanti e preside della St. Mary`s Cambridge School di Islamabad. Nel suo discorso il prelato ha sottolineato che una persona istruita "ha la capacità di prendere decisioni e fare la scelta giusta al momento giusto". Lo studio permette infatti di "rendere al meglio il proprio potenziale" e gettare le basi per il futuro trasformando l'individuo in "cittadino responsabile e membro attivo della società".

Durante la visita all'istituto St. Mary, il primo da quando è presidente del Comitato scolastico diocesano, il vescovo di Islamabad ha interrogato gli studenti su diverse tematiche, complimentandosi per i progressi compiuti nel corso dell'anno. Roger Francis, preside della scuola cattolica, ha ringraziato mons. Anthony per i suoi sforzi in campo pastorale, l'amore per i giovani e il monito che rivolge loro, in cui li invita a studiare per costruire un futuro migliore.

"L'educazione apre la mente ed espande gli orizzonti" ha continuato il prelato, secondo cui studiare è fondamentale per "capire la nostra cultura e la nostra storia" e, in questo modo, immergersi "in quei valori capaci di renderci cittadini migliori". "Siete fortunati - ha concluso mons. Anthony rivolgendosi agli alunni - perché fate parte di un istituto prestigioso, che ha già sfornato centinaia di persone di primo piano per il Paese. Guardate a loro, come modelli, per diventare futuri leader del Pakistan".

AsiaNews da tempo sottolinea l’importanza dell’educazione quale fattore di riscatto e di crescita per il Pakistan, tanto da dedicare all’istruzione un dossier approfondito (cfr, L’educazione può fermare i talebani in Pakistan). A 25 milioni di bambini in Pakistan – su un totale di circa 180 milioni di abitanti – è negato il diritto allo studio; il 30% della popolazione vive in condizioni di “estrema” povertà educativa. Nelle aree rurali solo una ragazza su tre frequenta una scuola e due persone su tre, fra 6 e 16 anni, sono analfabeta. Circa il 30% studia in istituti privati, il 6% nelle madrassa – le scuole coraniche – ma il dato potrebbe essere di molto superiore, soprattutto nelle zone remote.

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