Agricoltori e ambientalisti in Sri Lanka: l’uomo sia parte della soluzione, non del problema

Il Movement for National Land and Agricultural Reform saluta il 2011 con un messaggio di speranza: restituire dignità a tutti gli esseri viventi, per creare un mondo nuovo. Per fare questo, bisogna ripartire dalla terra che “appartiene a tutti, e nessuno la possiede”.

di Melani Manel Perera

 Colombo (AsiaNews) – Creare un mondo dove fame e povertà siano sconfitte. Dove tutti gli esseri viventi possano avere il loro spazio. Soprattutto, “dove l’uomo sia parte della soluzione e non del problema”: queste sono le speranze che il Movement for National Land and Agricultural Reform (Monlar) ha lanciato nel messaggio di auguri per il nuovo anno. Il Monlar è un’alleanza di 70 organizzazioni di agricoltori, ambientalisti e sindacati, che da circa dieci anni milita per portare cambiamenti significativi nella politica dello Sri Lanka.

Nel messaggio il Monlar ricorda che proteggere e prendersi cura della terra è il primo passo, perché “la terra appartiene a tutti, e nessuno la possiede. Coloro che la nutrono, la rendono fertile e proteggono la vita di ognuno: esseri umani, animali, piante”. Questo comportamento renderà gli uomini co-creatori, non solo schiavi delle imprese. Il messaggio prosegue: “Questo ci renderà più umani, intelligenti ed efficienti nel garantire la sopravvivenza di tutti, invece di sacrificare la vita di molte persone per la crescita di pochi”. E conclude: “Solo tale comportamento renderà tutte le religioni davvero piene di significato, e prevarrà il buon senso”. 

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