Attentanti di Pasqua, Sirisena paga i primi risarcimenti alle vittime

Condannato a inizio 2023 insieme ai dirigenti di polizia e forze dell’ordine, l’ex presidente - in carica durante le stragi del 2019 a Colombo - ha pagato la prima tranche della pena pecuniaria che deve versare. I parenti dei morti e i sopravvissuti, però, hanno ricevuto solo 28 dei 311 milioni di rupie stabilite dal tribunale.

di Colombage Melani Manel Perera

Colombo (Asia News) – L’ex presidente Maithripala Sirisena ha pagato la prima quota - di 15 milioni di rupie (oltre 43mila euro) - del risarcimento dovuto alle vittime degli attentati della Pasqua del 2019 in Sri Lanka. Secondo la sentenza dei giudici del tribunale di Colombo, Sirisena si è macchiato di “negligenza nell’esercizio delle sue funzioni”, mentre ricopriva all’epoca dei fatti il ruolo di presidente e ministro della Difesa. Da qui la scelta di condannarlo in base alla Sezione 298 del Codice penale del Paese ad un risarcimento di 100 milioni di rupie (circa 250mila euro).

Gli attentati di matrice terroristica del 21 aprile di quattro anni fa colpirono 3 chiese, 4 alberghi e un complesso residenziale. II responsabili sono stati, secondo le autorità locali, 7 cittadini srilankesi associati alla Thowteeth Jama’ath nazionale, organizzazione di stampo jihadista. Le vittime furono 269 e più di 500 persone rimasero ferite.

A inizio 2023 La Corte Suprema ha ordinato a quanti allora erano ai vertici dello Stato di provvedere al risarcimento delle vittime degli attentati della Pasqua 2019 in quanto ritenuti responsabili di negligenza sugli allarmi che parlavano di un  imminente attentato terroristico. L’ordinanza è stata rivolta, oltre che all’ex presidente Sirisena, anche all'ex ispettore generale della polizia Pujith Jayasundara, all’ex ministro alla Difesa Hemasiri Fernando e agli ex direttori dei servizi di sicurezza Nilantha Jayawardena e Sisira Mendis, tutti ritenuti colpevoli di non aver impedito la strage.

Nel dettaglio la Corte Suprema ha ordinato all'ex presidente di pagare una somma di 100 milioni di rupie, il capo della polizia e l’ex responsabile dei servizi di intelligence esterni dovranno pagare 75 milioni di rupie (188mila euro), l’ex ministro della Difesa 50 milioni di rupie (125mila euro), l’ex capo dei servizi di sicurezza interni 10 milioni di rupie (25mila euro).

Su richiesta dell'Alta Corte - prima della scadenza del 12 luglio - Sirisena ha pagato la prima quota di risarcimento. Per l’occasione i suoi legali hanno depositato un’istanza chiedendo che fosse ammesso al pagamento della restante somma - 85 milioni di rupie - in 10 rate da pagare tra il 30 giugno 2024 al 20 giugno 2033. L’ex presidente riceve ogni anno dalle casse dello stato una pensione di 97.500 rupie come ex presidente, e una somma di 54.285 rupie come ex parlamentare. In questa occasione Maithripala Sirisena ha affermato ancora una volta la sua estraneità rispetto alle informazioni in possesso del governo sull’organizzazione degli attentati: "Le autorità della difesa non mi avevano informato di un complotto per compiere gli attacchi del 21 aprile 2019”, ha detto.

Nel frattempo, il ministero del Tesoro ha pagato una somma di 1 milione dei rupie come risarcimento per conto del governo, la prima tranche della somma totale di 311 milioni di rupie imposta  dal Tribunale come risarcimento ai parenti delle vittime dell'attentato di Pasqua, che attualmente hanno ricevuto solo 28 milioni di rupie da suddividere tra i famigliari dei morti e i feriti.

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