Card. Ranjith: Il Papa ha costruito ponti di pace per lo Sri Lanka

Le parole di ringraziamento dell'arcivescovo di Colombo e presidente della Conferenza episcopale dello Sri Lanka al termine della canonizzazione di Giuseppe Vaz. Risollevarsi dopo la guerra civile è "un cammino difficile. Abbiamo bisogno delle sue preghiere e delle sue benedizioni".

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) - Le preghiere, le benedizioni e la guida paterna di papa Francesco "ci aiuteranno a cercare e trovare una vera riconciliazione del cuore, la forza di chiedere perdono, e di perdonare e dimenticare il triste passato. Tutto per costruire ponti di comprensione tra le parti ferite nell'aspro conflitto". A parlare è il card. Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo e presidente della Conferenza episcopale dello Sri Lanka, che al termine della cerimonia di canonizzazione di Giuseppe Vaz (14 gennaio scorso) ha rivolto parole di ringraziamento al pontefice.

Parlando a nome di tutti gli srilankesi, e dei cattolici in particolare, il porporato ha sottolineato che "oltre al dono grande della sua presenza su questa terra, Santo Padre, lei ci ha donato un santo: Giuseppe Vaz. Lo Sri Lanka ora ha il suo primo santo, orgoglio di Goa e gemma preziosa di Dio al nostro Paese. Questo ci rende felici e ci riempie di gratitudine".

"Nel recente passato - ha proseguito il presule - abbiamo versato molte lacrime per colpa del conflitto interno che ha causato così tante vittime, e prosciugato le nostre risorse. Stiamo ancora lottando per risollevarci da quel triste passato e per dare inizio a un tempo di vera riconciliazione, pace e progresso per il nostro popolo. Il cammino è difficile. Abbiamo bisogno delle sue preghiere e delle sue benedizioni, così come della sua guida paterna".

"Chiediamo a lei di aiutarci in questa ricerca - ha aggiunto - per raggiungere una vera riconciliazione del cuore; per avere la forza di chiedere perdono gli uni agli altri per l'insensata violenze; per perdonare e dimenticare quel triste passato e arrivare a un processo di dare e avere, che costruirà ponti di comprensione tra le parti ferite nel conflitto".

"Santo Padre - ha concluso il card. Ranjith - la nostra nazione è benedetta dagli insegnamenti di grandi religioni mondiali: buddismo, induismo, islam e cristianesimo posseggono la forza e la nobiltà morali e spirituali necessarie per generare una simile pace. Ma tutti noi dovremo fare un passo verso l'altro con genuino spirito di riconciliazione, fiducia e senso di reciprocità".   

 

 

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