Caritas Sri Lanka: lo Stato è responsabile dei suoi lavoratori migranti

Il 23% della popolazione dell’isola è impiegata all’estero. Un seminario della Caritas Sri Lanka-Sedec sottolinea i lati positivi (grandi guadagni) e negativi (perdita dei legami familiari) del lavoro in altri Paesi. Nel 2010, i lavoratori migranti hanno contribuito all’economia nazionale con 279,4 milioni di rupie (circa 1,83 milioni di euro).

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) – “Poter lavorare all’estero in piena sicurezza è un diritto fondamentale di ogni essere umano. E il primo responsabile è lo Stato, che deve proteggere i suoi cittadini migranti, prima e dopo la partenza”. Lo afferma Ramanie Jayathilaka, docente all’università di Colombo, in occasione di un seminario sul “Benessere sociale dei lavoratori migranti e delle loro famiglie”, organizzato dalla Caritas Sri Lanka-Sedec. In Sri Lanka il 23% della popolazione si compone di lavoratori migranti. Al seminario hanno partecipato 50 studenti all’ultimo anno del National Institute of Social Development (Nisd) e diversi membri di ong locali.

“Come persone di Chiesa – ha sottolineato ad AsiaNews suor Ushani Perera, presidente del Women desk della Caritas Sri Lanka – abbiamo il dovere di guidare le persone, mostrando loro gli aspetti positivi e negativi della migrazione. Chi lavora all’estero ha la possibilità di guadagnare molti soldi, ma rischia di perdere i suoi legami familiari. Tuttavia, oggi grazie alle nuove tecnologie è più facile tenersi in contatto, e sopravvivere alla distanza”.

Durante il seminario, la professoressa Jayathilaka ha ribadito che il governo dello Sri Lanka deve assumersi le maggiori responsabilità quando si parla di lavoratori migranti. “Essi – spiega – rappresentano un’enorme fonte di guadagno per il Paese. Solo nel 2010, i lavoratori all’estero hanno contribuito all’economia nazionale con circa 279,4 milioni di rupie (circa 1,83 milioni di euro)”.

Spesso, sono le donne a scegliere di andare a lavorare fuori dal Paese, per lo più come collaboratrici domestiche. Per l’insegnante, “il governo dovrebbe dare la possibilità alle donne di studiare, per partire poi con titoli e qualifiche, per poter aspirare anche a lavori diversi da quelli come cameriera”.
 

Rubriche

Asia Today
Ecclesia in Asia
Indian Mandala
Lanterne rosse
Mondo russo
Porta d'Oriente

AsiaNews Weekly
Le notizie dall'Asia che contano

Iscriviti alla newsletter per ricevere ogni settimana notizie verificate, analisi e approfondimenti dai Paesi asiatici.

Iscrivitialla newsletter
P.I.M.E. Centro Missionario
Agenzia Fides
P.I.M.E. Brasil
Radio Mondo
Mondo e Missione
P.I.M.E. U.S.A.
TV 2000