Cattolici dello Sri Lanka, da nord a sud un pellegrinaggio per la pace

I partecipanti, 25 fra suore e religiosi, intendono trasmettere un messaggio di “armonia e concordia” nazionale, perché “l’amore per la vita” sappia superare la logica aberrante della guerra.

di Melani Manel Perera

Dalupotha (AsiaNews) – “La guerra civile ha distrutto la vita di un milione di persone di ogni etnia. Le notti sono cariche di insidie e l’alba non porta maggiori sicurezze, in particolare nel nord del Paese. Spesso in passato ho trasportato i cadaveri delle vittime del conflitto, che non fa distinzioni fra esercito, ribelli delle tigri tamil e popolo cingalese”. È la testimonianza di p. R.J.E. Jayaseelan, degli Oblati di Maria Immacolata, nel corso di una veglia di preghiera che si è tenuta oggi nella chiesa di Sant’Antonio a Dalupotha.

All’insegna dello slogan “Proteggiamo la vita”, oltre 500 persone fra studenti, membri di congregazioni religiose, insegnanti e comuni cittadini hanno preso parte all’incontro tenuto nella parrocchia della diocesi di Colombo. “Dobbiamo purificare i nostri cuori – aggiunge p. Jayaseelan, professore nell’università cittadina – e promuovere il perdono reciproco, invocando l’aiuto e la protezione della Vergine Maria”.

Per favorire la pace e la concordia, p. Alfred Alexander, religioso di etnia tamil, ha promosso un “pellegrinaggio simbolico” che è partito ieri dalla cattedrale di Santa Maria – nella diocesi di Chilaw – e attraverserà il Paese da nord a sud. Al cammino partecipano 25 persone fra preti e suore, con l’auspicio di trasmettere pace e concordia in tutta la nazione: “Non ci interessa raccogliere altre persone lungo il cammino – sottolinea p. Alfred. Il nostro è un gesto simbolico: camminare da nord a sud per mostrare solidarietà alla gente che incontriamo lungo la nostra marcia”. Egli aggiunge che vi sono stati in passato “errori da entrambi i fronti” in guerra, che oggi vanno “ammessi e accettati: ora è venuto il momento di guardare avanti e promuovere, con questo cammino, la logica della vita. E per far questo, mi affido totalmente al volere di Dio”.

“Bisogna trasmettere l’idea che la guerra possa essere fermata – ribadisce p. Tissa Balasooriya durante la veglia di preghiera – attraverso una condivisione del potere che sappia preservare l’unità nazionale. Esercitare pressioni affinché le Tigri Tamil depongano le armi”. Un compito che vede in prima fila i cristiani, che chiedono “a governo e opposizione di trovare una soluzione comune”.

Domani il pellegrinaggio di pace raggiungerà la basilica di Nostra Signora dello Sri Lanka, dove si terrà una messa e verrà recitato il rosario con una speciale intenzione: la benedizione di Dio e della Vergine Maria per “tutto il Paese e per tutti i popoli senza distinzione di etnia o credo religioso”.     

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