Chiesa dello Sri Lanka: No al casinò, una minaccia alla dignità del Paese

Il governo ha deciso di trasformare un villaggio in un polo turistico di lusso, fatto di grandi hotel e casinò. Il sito si trova vicino all'aeroporto internazionale del Paese. Il card. Ranjith, presidente della Conferenza episcopale, condanna la decisione: "Sì allo sviluppo, ma la nostra terra non è in vendita".

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) - La Chiesa cattolica dello Sri Lanka si oppone alla costruzione un complesso di casinò nel villaggio di Katana (Western Province). Con un comunicato ufficiale, il card. Malcolm Ranjith, arcivescovo di Colombo e presidente della Conferenza episcopale, ha espresso "la più ferma protesta e condanna a questa mossa, [fatta] per vendere la dignità spirituale e culturale dello Sri Lanka per scopi economici".

Il governo del presidente Rajapaksa ha deciso di trasformare l'area di Katana nel "Sanwardhana Watta", un polo turistico d'eccellenza. Sfruttando la vicinanza del villaggio con l'aeroporto internazionale di Katunayake, nella zona sorgeranno alberghi a cinque stelle e diversi casinò. Il progetto costerà 400 milioni di dollari e a finanziarlo sarà James Packer, imprenditore australiano che ha fondato il suo impero proprio sul gioco d'azzardo.

Secondo il card. Ranjith, "questa mossa minaccerà i valori spirituali tradizionali della nostra madrepatria. Questa terra, che si nutre delle più grandi tradizioni religiose del mondo, non è in vendita. E chiedo a quanti amano il nostro Paese di proteggerlo e di opporsi a questo progetto. Sì allo sviluppo, ma non a costo della nostra dignità".

 

 

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