Colombo: Governo e Parlamento cambieranno la Costituzione

Il Consiglio dei ministri avvia l'iter per l’abolizione del 19mo emendamento della Carta, approvato nel 2015. I Rajapaksa potrebbero cancellare il limite dei due mandati per il presidente e le restrizioni ai suoi poteri. L’allarme dell’opposizione: Non vanno abolite le riforme che hanno reso più moderno il Paese.

di Colombage Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) - Il nuovo Parlamento, frutto delle elezioni del 5 agosto scorso, vinte dai fratelli Rajapaksa, e il ministero della Giustizia con il via libera del Consiglio dei ministri hanno approvato la  formazione di una commissione chiamata a emendare la Costituzione. Una decisione osteggiata da opposizione e movimenti della società civile, che temono la cancellazione di una serie di riforme in chiave democratica introdotte nel 2015 per limitare i poteri dell’esecutivo. Fra esse, l'introduzione del limite al mandato presidenziale e restrizioni ai poteri del capo dello Stato. 

Il Consiglio dei ministri ha dato il via libera ai lavori che dovrebbero portare all’abolizione del 19mo emendamento alla carta costituzionale, votato cinque anni fa a larga maggioranza dallo Yahapalana governmet (l’esecutivo del buon governo) per arginare gli eccessi dell’esecutivo. La nuova modifica potrebbe prevedere l’abolizione del limite dei due mandati (5+5); inoltre, il presidente tornerebbe a disporre nel proprio ruolo di prerogative affidate al Parlamento e a commissioni indipendenti. 

Della commissione chiamata a cambiare la carta costituzionale fanno parte cinque ministri di governo, fra il quali il titolare del dicastero della Giustizia Ali Sabry e quello dell’Istruzione G.L. Peiris. Quest’ultimo ha sottolineato che il 19mo emendamento ha rappresentato un ostacolo al processo di sviluppo della nazione, e che verranno realizzate le promesse di cambiamento proposte durante l’ultima campagna elettorale. 

Di contro, sul fronte dell’opposizione - uscita ridimensionata dal voto del 5 agosto - emergono timori e perplessità per i cambiamenti all’orizzonte e i progetti di emendamento filtrati sinora. Il parlamentare Vijitha Herath del National People’s Power (Npp), cartello formato da membri del Janatha Vimukthi Peramuna (marxista-leninista), intellettuali e accademici, si dice contrario a ogni mossa che può indebolire il Parlamento e concentrare il potere nelle mani di una sola persona. 

La commissione elettorale introdotta col 19mo emendamento, spiega Herath, “è stata importante per lo svolgimento di elezioni libere e giuste”. I progressi raggiunti, avverte il deputato, “non andrebbero aboliti”. Al Paese, egli conclude, serve una Costituzione “moderna e attuale” che rafforzi “i diritti umani e quelli di base di tutte le comunità”.

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