Colombo, i canti per il ‘vero significato’ del Natale contro il materialismo

Ricordare l’incarnazione di Gesù. La richiesta di non applaudire, ma riflettere. “Le persone corrono a fare spese, tutti noi ci affidiamo alle cose terrene mentre ci prepariamo al Natale”, ma l’Avvento ci invita “a raddrizzare il nostro cammino”.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) – “Questa bella notte ci ha riuniti e ci ha ricordato cos’è il Natale”. Con queste parole il capo prefetto ha introdotto la serata di canti di Natale, al Holy Family Convent, Colombo. I canti sono stati un modo per ricordare l’incarnazione di Gesù, allontanandosi dalla visione del natale “mondana” e “materialistica”.

La cerimonia annuale dei canti natalizi del Holy Family Convent si è tenuta quattro giorni fa nel quartiere Bambalapitiya di Colombo, nell’auditorio della scuola, con la partecipazione di genitori e invitati.

Il coro elementare e superiore del convento insieme al coro ospite “Resonance” hanno presentato “And all the Angels in Heaven Shall Sing” principalmente in inglese, con un inno in singalese, accompagnati da un’orchestra e un balletto. Circa 50 studenti hanno cantata e ballato, chiedendo ai presenti di “non applaudire” ma “riflettere”, nel rispetto del vero significato del Natale.

L’ospite principale, p. Fernando Andryas, rettore del seminario degli obliati in Sri Lanka, ha letto un messaggio di Natale, nel quale ha messo i presenti in guardia contro la visione “materialista” delle festività diffusa al giorno d’oggi. “Le persone corrono a fare spese, tutti noi ci affidiamo alle cose terrene mentre ci prepariamo al Natale”, ha commentato p. Andryas, ricordando che l’Avvento ci invita “a raddrizzare il nostro cammino”.

“Non accuso esclusivamente le persone comuni, a volte anche preti e religiosi, tutti noi ci affidiamo ad altre cose. Pensiamo di aver preparato la strada al Signore, ma io credo che non siamo ancora pronti a riceverlo”.

Sostenendo che i cristiani dovrebbero cercare di vivere un Natale pieno di significato, p. Andryas ha incoraggiato a chiedere perdono per gli “atti di egoismo” e “l’indifferenza per la povertà e le ingiustizie che condannano i tuoi [del Signore] figli fragili”.

“Un antico canto in lingua araba dice ‘Alla vigilia di Natale, l’odio svanirà. Alla vigilia di Natale, la terra fiorirà. Alla vigilia di Natale, la guerrà sparirà. Alla vigilia di Natale, l’amore nascerà’. Possa questo Natale portare quell’amore ai vostri cuori e alle vostre famiglie”, ha concluso p. Andryas.

Alla fine dei canti si è tenuta una raccolta di offerte per i bisognosi.

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