Colombo (AsiaNews) – Il governo dello Sri Lanka ha approvato un disegno di legge che consente di registrare le persone scomparse durante i trent’anni di guerra civile. Dal 1994 sono state presentate oltre 65mila denunce, ma nessuna è stata accettata per la mancanza di un ufficio apposito. A fine maggio il presidente Maithripala Sirisena ha presentato il nuovo Ufficio per le persone scomparse (Omp) incaricato di ricercare le tracce delle vittime del conflitto e assicurare giustizia.
Per quasi trent’anni l’isola è stata teatro di una sanguinosa guerra civile tra i ribelli delle Tigri tamil (Liberation Tigers of Tamil Eelam, Ltte) e le forze governative. Secondo i dati ufficiali, il conflitto ha provocato circa 100mila vittime, di cui almeno 70mila nelle fasi finali (dal 2006 al 2009).
La proposta di legge è passata lo scorso 7 giugno. Finora le famiglie degli scomparsi dovevano firmare un certificato di morte. Così i parenti non hanno mai potuto accedere a beni, proprietà e conti bancari delle persone disperse, data l’impossibilità di presentare prove concrete che attestassero l’effettivo decesso.
La maggior parte degli scomparsi, di etnia tamil, è morta durante i bombardamenti dell’esercito o per le violenze della guerriglia ribelle, oppure sequestrati e mai più tornati. Dei pochi resti ritrovati in fosse comuni, è difficile effettuare un riconoscimento ufficiale.
Ora con la nuova proposta, che potrebbe essere tramutata in legge in pochi mesi, i sopravvissuti potranno ottenere il “Certificato di assenza” dei parenti spariti. Inoltre, grazie all'Ufficio per le persone scomparse, essi potranno chiedere eventuali risarcimenti e attivare azioni legali contro i responsabili delle sparizioni forzate.










