Colombo, la Corte suprema annulla lo scioglimento del Parlamento

I giudici accolgono la richiesta dei partiti d’opposizione. Sospese le elezioni indette dal presidente Sirisena per il 5 gennaio 2019. L’ex dittatore Rajapaksa fonda un nuovo partito.

di Anna Chiara Filice

Colombo (AsiaNews/Agenzie) – La Corte suprema ha annullato l’ordine presidenziale con cui lo scorso 9 novembre Maithripala Sirisena ha dissolto il Parlamento e indetto nuove elezioni per il 5 gennaio 2019. La decisione è stata presa oggi, al termine di un serrato confronto tra capo di Stato e opposizioni che da settimane sta dividendo l’isola, già gravemente segnata da 30 anni di guerra civile.

La crisi politica risale alla fine di ottobre, quando Sirisena ha deciso di licenziare il primo ministro Ranil Wickremesinghe, suo alleato di governo, e sostituirlo con Mahinda Rajapaksa, ex dittatore accusato di aver commesso abusi e minacce durante la guerra civile. Tale mossa politica, giustificata con il tentativo di mettere fine alla corruzione dilagante nel Paese, è stata giudicata illegale da attivisti, vescovi e presidente del Parlamento.

I giudici accolgono così la richiesta di revisione della decisione presidenziale presentata dai tre maggiori partiti che compongono l’aula parlamentare. Si tratta dello United National Party (Unp) di Wickremesinghe, la Tamil National Alliance (Tna) e il gruppo di sinistra People’s Liberation Front (Jvp). Intanto con una mossa a sorpresa Rajapaksa, invece di unirsi allo Sri Lanka Freedom Party di Sirisena, ha scelto di mettersi alla testa di un nuovo partito, lo Sri Lanka People’s Party (Slpp).

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