Colombo: la crisi economica colpisce i lavoratori autonomi

Guidatori di tuk tuk, proprietari di hotel, fotografi: tutti in Sri Lanka condividono gli stessi problemi. Il carburante continua a scarseggiare, rendendo gli spostamenti impossibili. Non è possibile ritirare grandi quantità di valuta estera, per cui molti acquisti sono bloccati. Tantissime le attività che hanno già chiuso.

di Arundathie Abeysinghe

Colombo (AsiaNews) - La crisi economica nel Paese ha colpito tutte le categorie di lavoratori, dai 3 milioni di lavoratori autonomi a quelli delle piccole e medie imprese (Pmi) che svolgono un ruolo fondamentale nell’economia nazionale. Secondo analisti ed esperti, poiché lo Sri Lanka non ha un programma di assicurazione contro la disoccupazione e le politiche attive del mercato del lavoro sono deboli, sarebbe necessario garantire un'adeguata copertura sociale soprattutto ai lavoratori autonomi. 

Invece al momento sono diversi i settori sempre più in difficoltà, in particolare quelli legati al turismo. I proprietari di hotel e ristoranti stanno affrontando problemi su più fronti, dall’acquisto di carburante ai prodotti alimentari essenziali, tra cui verdura e pesce, il cui prezzo è salito alle stelle. Per sostituire il gas molti sono passati alla legna da ardere, che però è altrettanto scarsa e costosa, soprattutto in città. Chi non aveva spazio per i fuochi a legna è stato costretto a chiudere.

Secondo fonti dell'All Island Three-wheeler Drivers Union, a causa degli aumenti del prezzo del carburante le tariffe dei tuk tuk (taxi a tre ruote) sono salite a 100 rupie al chilometro (26 centesimi di euro) quando prima al massimo arrivavano a 75 rupie al km (20 centesimi). Gli autisti temono un calo dei passeggeri sul lungo termine, ma spesso il problema si pone molto prima, al momento di procurarsi la benzina: per acquistare del carburante bisogna passare molti giorni in coda e a volte, anche così, non c’è modo di acquistarlo. Perera, cittadino di Negombo e conducente di taxi a tre ruote che effettuava diverse corse al giorno, ora non ha più passeggeri. Ha raccontato che molti giovani hanno già abbandonato il lavoro e lasciato il Paese in cerca di occupazione altrove. 

Il primo ministro Ranil Wickremesinghe ha deciso di nominare un'autorità di regolamentazione per i veicoli a tre ruote, ma molti guidatori di tuk tuk sono dell'opinione che la decisione non avrà l'esito sperato: i consigli provinciali sono lenti, e una legislazione riguardo i tassisti di tuk tuk dovrebbe essere introdotta in Parlamento, dicono.

È in corso anche un'iniziativa per introdurre taxi elettrici e a energia solare, ma la conversione potrebbe costare dalle 600mila alle 700mila rupie (da 1.574 a 1836 euro): una spesa difficile da recuperare in futuro e che quindi rischia di risultare inconveniente. Secondo Tissera e Dissanayaka, due guidatori di tuk tuk di Colombo, sarebbe inoltre necessario disporre di un'ampia rete di punti di ricarica e di pannelli solari presso le stazioni di servizio.

Anche altri lavoratori autonomi hanno spiegato le loro difficoltà ad AsiaNews: i proprietari di due studi fotografici di Kandy, lavorando per diverse aziende pubblicitarie, negli ultimi anni avevano avuto un'attività redditizia. Ma ora le aziende dello Sri Lanka hanno "tagliato i loro budget pubblicitari" e coloro che si occupano di fotografia commerciale hanno difficoltà a trovare clienti. Il proprietario di uno studio fotografico a Ratnapura, che acquista la propria attrezzatura online su siti di e-commerce, ha raccontato di essere limitato dalla restrizione all'importazione di 100 dollari al mese imposta dal governo a causa della crisi del dollaro. Anche le possibilità di spostarsi sono limitate a causa - ancora una volta - della crisi del carburante, mentre le interruzioni di corrente impediscono il lavoro di editing fotografico e molti non riescono a consegnare i lavori in tempo.

Anche Romesh e Sarath, proprietari di negozi di computer, sono colpiti dalla crisi del dollaro: poiché le banche non rilasciano banconote, non possono acquistare le attrezzature informatiche da vendere. Anche rivolgendosi ad altre banche non sono riusciti a ottenere le lettere di credito e sono preoccupati del fatto che presto potrebbero chiudere la loro attività.

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