Con un suo rapporto lo Sri Lanka nega le accuse Onu di crimini di guerra

Il documento dà un contesto “fattuale” del conflitto etnico ed esalta il ruolo “umanitario” dell’esercito, contro la “spietatezza” dei ribelli tamil. Per le Nazioni Unite, il governo ha provocato la morte di oltre 40mila civili tra il 2006 e il 2009.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) – Il segretario della Difesa Gotabhaya Rajapaksa ha presentato ieri un rapporto sui fatti accaduti nell’ultima fase del lungo conflitto etnico, dove si negano le accuse Onu di violazioni dei diritti umani ed esecuzioni extragiudiziarie commesse dall’esercito. Tentativi, secondo il segretario, di “ostacolare la pace ottenuta dopo 30 dolorosi anni”. Il documento di 161 pagine, intitolato “Humanitarian Operation Factual Analysis, July 2006 – May 2009”, ha lo scopo di fornire un contesto preciso e concreto alle operazioni che hanno condotto alla fine di anni di terrorismo tamil.

Il rapporto inizia con un’analisi dettagliata dell’equipaggiamento terrorista delle tigri tamil (Ltte – Liberation Tigers Tamil Eelam), la sua espansione e le atrocità commesse. Nella parte conclusiva si dà un quadro sintetico delle conseguenze dell’operazione umanitaria governativa, che ha sconfitto il terrorismo e portato la pace nella nazione.

Il documento compilato dal ministero della Difesa è, soprattutto, una risposta al rapporto Onu dello scorso aprile, che accusa il governo dello Sri Lanka dell’assassinio di più di 40mila persone, in particolare civili (cfr. AsiaNews.it, “L’Onu pubblica il rapporto sui crimini di guerra. Colombo protesta”.).

Il rapporto non smentisce le morti di civili, ma spiega che era “impossibile evitarle”, nonostante i migliori sforzi dei militari, a causa della “grandezza del combattimento” e la “spietatezza degli avversari”.
 

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