Colombo (AsiaNews/Agenzie) - Il cardinale di Colombo Malcom Ranjith prende posizione contro il rinvio delle elezioni locali nello Sri Lanka, fissate per il 9 marzo ma a tutt’oggi in forte discussione, con il rischio di nuove massicce proteste nel Paese. Il governo non stanzia, infatti, i fondi necessari per stampare le schede e per questo motivo è atteso per domani un pronunciamento della Corte Suprema. Le opposizioni accusano il presidente Ranil Wickremesinghe - che ha preso il posto di Gotabaya Rajapaksa dopo la rivolta di piazza del luglio scorso nel Paese in ginocchio per la crisi economica - di non volere le elezioni perché non appaia evidente la distanza tra il voto popolare e la sua amministrazione. Il sostegno parlamentare a Wickremesinghe è infatti tuttora garantito dai deputati dello SLPP, il partito di Rajapaksa, che verrebbe severamente ridimensionato dal voto.
“Il rinvio delle elezioni farà perdere allo Sri Lanka la fiducia che si è guadagnato presso la comunità internazionale - ha dichiarato il cardinale in una presa di posizione -. Ci appelliamo alle autorità affinché non spingano il Paese verso una crisi più grave in un momento in cui è colpito dalla bancarotta e dall’assistenza della Banca Mondiale, del Fondo Monetario Internazionale e dei Paesi stranieri”.
“È dovere del presidente - ha aggiunto - fare in modo che le elezioni locali si svolgano. Se il presidente e i funzionari pubblici fallissero in questo esercizio, sarebbe una violazione della Costituzione. È dovere di tutti i partiti politici, delle organizzazioni civili e dei leader religiosi farsi avanti per il bene della nazione”.
Il clima intorno al voto del 9 marzo a Colombo è nuovamente molto teso. Secondo un documento presentato in tribunale dalla Commissione elettorale, il ministero del Tesoro si è rifiutato di finanziare le spese necessarie per la stampa delle schede elettorali e il carburante o la protezione della polizia ai seggi. “Avevo preso di fronte alla Corte Suprema l’impegno a tenere il voto nei tempi previsti - ha dichiarato all’agenzia AFP il capo della Commissione elettorale Nimal Punchihewa -. Ma ora sto informando la Corte che non saremo in grado di farlo perché il governo non eroga i fondi necessari”. Per questo motivo il voto postale, che avrebbe dovuto svolgersi questa settimana, è già stato rinviato a data da destinarsi. Si stima che le elezioni locali costerebbero circa 10 miliardi di rupie (25 milioni di euro) e non è chiaro se il governo abbia la liquidità necessaria per procedere se domani i giudici ordineranno il loro svolgimento.
Il Parlamento è stato aggiornato ieri dopo che i deputati dell'opposizione hanno innalzato cartelli per protestare contro quello che, a loro avviso, è un tentativo del governo di evitare il controllo degli elettori e di aggrapparsi al potere.










