Festa degli aquiloni per i disabili mentali dello Sri Lanka

Palloncini colorati, mostre con opere d’arte dei malati e una marcia silenziosa per la Giornata mondiale della salute mentale. Obiettivo era sensibilizzare sulla questione dei disabili psichici, stigmatizzati dalla società. Presenti circa 500 malati, medici, infermieri, volontari, studenti universitari e famiglie con bambini.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) – Una folla di mamme, papà, bambini e anziani con palloncini e aquiloni hanno colorato il cielo della Galle Face Green, il lungomare di Colombo, per celebrare la 4a Giornata mondiale della Salute mentale. Tema dell’evento era “Una grande spinta – investire nella salute mentale”. Organizzata dall’Istituto nazionale di salute mentale dello Sri Lanka, alla “Festa degli aquiloni” hanno partecipato persone affette da malattie psichiche, medici, infermiere, volontari e studenti universitari. Circa 500 malati, uomini e donne, hanno preparato gli aquiloni per la festa, al termine della quale tutti hanno marciato in silenzio fino al parco Vihara Maha Devi.

I malati di mente, in Sri Lanka, sono spesso relegati ai margini della società e spesso non ricevono cure. Oltre alla Festa degli aquiloni e alla marcia silenziosa l’Istituto nazionale di salute mentale ha aperto le porte della propria struttura. All’interno, alcune mostre – d’arte, d’orticultura, artigianato – con opere prodotte dai malati, per sensibilizzare la comunità e i politici sulla necessità di investire nella salute mentale.

Il rappresentante dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) in Sri Lanka, il dott. Firdosi Rustom Mehta, spiega: “Nel Paese la salute mentale è considerata una questione importante, o un problema. Formare persone e creare servizi di assistenza e di riabilitazione sono tra i progetti già in cantiere. Noi dell’Oms stiamo lavorando con l’Istituto nazionale di salute mentale e il ministero della Salute. Sono felice di vedere quanto sta facendo lo Sri Lanka per risolvere questo problema e il suo presentarsi come Paese-modello per gli altri Stati dell’Asia del sud. C’è ancora molto da fare, ma siamo sulla buona strada”.

“Le malattie mentali – spiega ad AsiaNews Punnya Perera, un’assistente sociale dell’Istituto – sono malattie come tante altre, come il diabete, l’ipertensione o l’infarto miocardico. Le persone si ammalano senza rendersene conto. Devono essere trattati come qualsiasi altro paziente, e devono godere degli stessi privilegi di cui godono gli altri malati”.

Per tutte le persone malate presenti, la festa è stata “una giornata felice”, perché “diversa da quello che facciamo ogni giorno”. Fondato nel 1925, l’Istituto nazionale di salute mentale di Angoda ospita 950 pazienti tra uomini e donne. Oltre alla cura e all’assistenza, la struttura si occupa anche di reintegrare chi guarisce nella società. Un uomo di 27 anni, che viveva nell’Istituto dal 2009, oggi fa le pulizie per l’Istituto e guadagna 400 rupie (circa 2 euro) al giorno. Una donna di 43 anni anni, nell’Istituto dal 1999, oggi lavora in una fabbrica che produce carta e guadagna 7.500 rupie (circa 50 euro) al mese. Insieme a lei lavorano altre 12 donne, tutte pazienti dell’Istituto.
 

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