Il card. Ranjith invoca l’aiuto Onu per ‘verità e giustizia’ sulle stragi di Pasqua

Intervenendo alla 49ma sessione del Consiglio sui diritti umani, il porporato invoca una “inchiesta imparziale” per scoprire “la verità”. Sulla vicenda è in atto una “grave violazione” dei “diritti fondamentali”. Dietro il massacro un grande “complotto politico”. Nel mirino quanti si battono per chiedere giustizia.

di Colombage Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) - Una “inchiesta imparziale” per “chiarire la verità” e fare piena luce sugli attentati di Pasqua del 2019 e il massacro di centinaia di persone innocenti. È quanto è tornato a chiedere l’arcivescovo di Colombo, il card. Malcolm Ranjith dalla sede del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite (Unhrc) a Ginevra, in Svizzera. Il porporato ha ricordato la “grave violazione” dei “diritti fondamentali” delle vittime e ha invocato l’intervento dell’organismo Onu e di tutti i Paesi membri a “sostenere la raccolta di prove” avviata lo scorso anno dal Consiglio stesso. 

Intervenendo ieri alla 49ma sessione regolare del Consiglio, il card. Ranjith ha sottolineato una volta di più il sanguinoso bilancio degli attentati: 269 vittime, fra le quali si contano 82 bambini e 47 stranieri appartenenti a 14 diverse nazioni. Ai morti si aggiungono anche gli oltre 500 feriti. La prima impressione, ha sottolineato, è che l’attacco “fosse opera di alcuni estremisti islamici”, tuttavia le indagini successive hanno permesso di scoprire che “il massacro” era parte di un più grande “complotto politico”. 

”Nonostante le nostre ripetute richieste e quelle delle organizzazioni civili che cercano la verità, il governo in carica dello Sri Lanka - ha proseguito il porporato - non è riuscito a rendere giustizia alle vittime. Invece di scoprire la verità dietro l’attacco e perseguire i responsabili - aggiunge - sono in atto tentativi di molestare e intimidire chi chiede giustizia. Di conseguenza, quasi tre anni dopo l’orrendo crimine, siamo tuttora all’oscuro in merito ai tragici fatti accaduti realmente in quella domenica di Pasqua”.

Il card. Ranjith ha poi affermato che l’attuale governo dello Sri Lanka non è riuscito a rendere giustizia alle vittime, lascia impuniti i responsabili e attacca o getta discredito su quanti indagano o chiedono verità. A conclusione del suo intervento, il porporato ha auspicato che “in questo processo di ricerca” è oggi più che mai importante e necessario il “grande sostegno” della comunità internazionale e della della Commissione Onu per i diritti umani”. 

(Ha collaborato p. Jude Chrysantha Fernando, direttore delle Comunicazioni sociali dell’arcidiocesi di Colombo)

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