Il governo rifiuta il cessate il fuoco chiesto dalle Tigri tamil

Colombo pretende la resa incondizionata delle armi. I ribelli chiedono alla comunità internazionale di premere sul governo per arrivare ad una soluzione politica del conflitto e vogliono uno stato indipendente. Secondo i militari la guerra terminerà entro aprile.

Colombo (AsiaNews/Agenzie) - L’esercito dello Sri Lanka rifiuta la richiesta di cessate il fuoco delle Tigri Tamil espressa ieri sera. “La nostra posizione è che essi devono deporre le armi e arrendersi” è stata la dichiarazione del portavoce delle forze militari di Colombo, Udaya Nanayakkara.

 

I ribelli del Liberation Tigers of Tamil Eelam (Ltte)sono disponibili ad aderire alla richiesta di tregua avanzata più volte dalla comunità internazionale, ma rifiutano il disarmo. Chiedono a Nazioni Unite, Unione Europea, Giappone e Norvegia (componenti del quartetto per i colloqui di pace nello Sri Lanka) di fare pressioni sul governo di Colombo per “ cercare non una soluzione militare, ma una soluzione politica al conflitto etnico”. L’obiettivo dei ribelli resta la creazione di uno stato indipendente dallo Sri Lanka.

 

Da mesi l’esercito ha lanciato una grande offensiva contro la zona tenuta dalle Tigri, riportando una serie di vittorie, ma mettendo a anche in pericolo la vita di oltre 250mila profughi.

 

Il governo ha sempre rifiutato l’ipotesi di una cessate il fuoco e afferma che sbaraglierà l’Ltte entro aprile, quando il Paese festeggerà l’inizio del nuovo anno singalese.

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