Le ultime ore delle Tigri Tamil, accerchiate anche dal mare

Secondo l’esercito, i ribelli non hanno più alcuna via d’uscita. Il presidente aveva promesso di concludere entro stasera i 25 anni di guerra. Le Tigri e le loro famiglie fuggono mescolandosi fra i profughi. Voci su possibili "suicidi di massa". È sempre crisi umanitaria.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) – L’esercito dello Sri Lanka ha dichiarato che le divisioni 58 e 59 hanno preso oggi il controllo della zona costiera fino ad ora nelle mani delle Tigri tamil, intrappolando i ribelli in una piccola striscia di territorio, senza vie d’uscita.

Intanto, negli ultimi due giorni e mezzo almeno 16 mila civili sono riusciti ad uscire dalla zona di guerra e penetrare nella zona controllata dal governo.

Il presidente Rajapaksa, attualmente all’estero, aveva garantito che avrebbe sgominato i ribelli e la guerra - che dura da 25 anni -  entro la notte di oggi.

Non si hanno notizie da fonti indipendenti, dato che la zona è vietata ai giornalisti. Voci locali affermano che il capo delle Tigri, Velupillai Prabhakaran, potrebbe essere andato all’estero, per cercare appoggi internazionali alla sua causa, lasciando il comando al suo secondo, Kumaran Pathmanathan.

Fonti governative affermano che molti ribelli tamil e le loro famiglie stanno cercando di mettersi in salvo confondendosi con i profughi. La marina ha scoperto ieri la vera identità di alcuni rifugiati, che sono la moglie, il figlio, la figlia, la cognata e la nipote del leader Susai, soprannominato “la Tigre del mare”. Il ministero della Difesa ha pure annunciato che i ribelli sono pronti a un "suicidio di massa", ma non vi sono conferme indipendenti.

L’esercito ha dichiarato che solo ieri almeno 10 mila civili sono fuggiti dalla guerra. Il Consiglio di sicurezza dell’Onu ha espresso la sua preoccupazione per il destino di tanti civili e per il peggioramento di questa “crisi umanitaria”.

 

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