Leader cristiani condannano l’escalation di violenze contro civili

La conferenza episcopale dello Sri Lanka e il vescovo anglicano di Colombo esprimono preoccupazione per l’attentato che due giorni fa a Buttala ha fatto 27 morti, tutti civili. A governo e ribelli chiedono la fine delle violenze e il ritorno al negoziato. Ma il presidente Rajapakse invita alla pazienza: siamo all’offensiva finale.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) – Una ferma condanna di ogni attentato contro la popolazione civile e un invito urgente a tornare al tavolo delle trattative sono stati espressi ieri dalla Conferenza episcopale dello Sri Lanka (Cbcsl) e dal vescovo anglicano di Colombo, Duleep de Chickera. Le dichiarazioni dei leader cristiani arrivano all’indomani dell’attacco a Buttala, nel sud del Paese, dove il 16 gennaio un’esplosione contro un autobus ha causato la morte di 27 persone, tutte civili. Tra i 60 feriti anche alcuni bambini. Lo stesso giorno il governo usciva ufficialmente dal cessate-il-fuoco siglato nel 2002 con i ribelli delle Tigri tamil, da anni ormai disatteso da entrambe le parti.

 

“Governo e Tigri – si legge nel comunicato stampa a firma del presidente della Cbcsl, mons. Vianney Fernando – devono abbandonare le ostilità per creare il clima essenziale per la pace”. “La violenza – conclude il testo – porta solo alla perdita di troppe vite innocenti e a tanto dolore , sofferenza e distruzione. Dobbiamo tornare con urgenza ai tavolo dei negoziati, unica via per una pace duratura e prosperità per tutti”.

 

Stesso messaggio quello contenuto nella dichiarazione del vescovo anglicano di Colombo. Che aggiunge: “Tutte le comunità e i fedeli di ogni religione devono ribellarsi a tali atti di violenza e le Tigri devono smettere immediatamente di colpire i civili”.

 

Per l’attentato al bus di Buttala, Colombo ha subito dato la responsabilità ai ribelli. Aggressioni contro i civili si verificano spesso anche nelle zone sotto il controllo dell’esercito governativo, il quale l’anno scorso ha riconquistato le zone orientali e al momento è impegnato nell’offensiva al nord. Il presidente dello Sri Lanka, Mahinda Rajapakse, ha chiesto alla popolazione “pazienza” in vista di quello che ormai ritiene essere “l’ultimo sforzo” per annientare i ribelli.

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