Colombo (AsiaNews) – Terreni confiscati dalle autorità; foreste distrutte; case e baracche abbattute; migliaia di persone sfollate dai loro villaggi e senza più un lavoro; pesci ed elefanti a rischio. Il territorio e la natura dello Sri Lanka sono “in crisi”, per colpa di una corsa allo sviluppo che favorisce le grandi multinazionali, ma danneggia chi invece dovrebbe esserne il primo beneficiario: la popolazione. A lanciare l’allarme è la National Alliance for Right to Land, che chiede alla gente di essere unita e non aver paura a protestare, oltre che il sostegno della comunità internazionale.
Nell’ultimo anno il governo del presidente Mahinda Rajapaksa ha avviato una serie di progetti di sviluppo – soprattutto nell’ambito del turismo – per rendere lo Sri Lanka una “Meraviglia dell’Asia”. Piani che colpiscono le fasce più deboli della popolazione: contadini, allevatori e pescatori in primis.
“Io e la mia famiglia – racconta una delle tante vittime di questi progetti – siamo sfollati dal 2007 (prima della fine del trentennale conflitto etnico, conclusosi nel 2009, ndr). Vivevamo a Mullikulam, nel distretto di Mannar: la marina srilankese ci ha portato via i nostri 1.200 acri di terra ‘per motivi di sicurezza’. Avevamo una vita ricca, serena, perché il nostro villaggio era molto fertile… Eravamo pescatori e allevatori. Adesso, siamo dei mendicanti che dormono dove capita. Vogliamo solo tornare a casa e ricominciare”.
“Come Paese – sottolinea Sajeewa Chamikara, direttore dell’Environment Conservation Trust (Ect) – abbiamo bisogno di uno sviluppo sostenibile. Che non sia distruttivo, ma anzi migliori le vite della gente e protegga l’ecosistema del Paese”.
“Per paura – puntualizza Herman Kumara, segretario nazionale del National Fisheries Solidarity Movement (Nafso) e membro onorario del World Forum for Fisheries People (Wffp) – i srilankesi sono riluttanti ad alzare la voce contro le ingiustizie del governo”.
I problemi colpiscono anche le grandi città come Colombo. P. Marimuttu Sathivel, pastore anglicano, racconta che per via del piano di abbellimento della città, le autorità stanno abbattendo slum e case vecchie e stanno “rinnovando” strade e infrastrutture. Adesso nella capitale il tempo a disposizione per attraversare la strada è di appena 12 secondi: “Una cosa senza senso – commenta il sacerdote –, come fanno i bambini piccoli e gli anziani? Tutti noi vogliamo che le città siano belle. Così come vorremmo dare case migliori ai più poveri: ma questo dovrebbe accadere senza effetti negativi sulla popolazione. Per ottenere questo, dobbiamo agire uniti”.
Lo sviluppo economico dello Sri Lanka minaccia persone, pesci ed elefanti
Terreni confiscati, foreste distrutte, case abbattute, fauna marina e di terra a rischio, contadini e pescatori sfollati dai loro villaggi. Associazioni umanitarie chiedono unità alla popolazione e sostegno internazionale per promuovere uno sviluppo sostenibile, contro i mega progetti turistici del governo.










