Oltre 22mila tamil fuggiti dal nord negli ultimi due mesi

Sono le cifre fornite dalla Croce Rossa internazionale che parla di situazione molto tesa nelle zone dove si intensificano gli scontri tra ribelli ed esercito. A Wankali volantini delle Tigri minacciano e spingono la popolazione ad abbandonare le loro abitazioni entro il 27 novembre.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) – Sono almeno 22mila le persone che dall’inizio di settembre sono state costrette a scappare dal nord dello Sri Lanka a causa dell’intensificarsi dei combattimenti tra i separatisti delle Tigri tamil e l’esercito regolare. Le stime sono rese note dal Comitato internazionale della Croce Rossa (ICRC), i cui uffici a Vavuniya e Mannar continuano ad organizzare l’accoglienza alle famiglie in fuga dalle violenze. Il ICRC denuncia, inoltre, che la situazione è molto tesa a Omanthai, l’unico punto che collega le aree sotto controllo delle Ltte (Liberation Tigers of Tamil Eelam) con il resto del Paese.

 

Secondo autorità e fonti della Chiesa cattolica al nord, vi sono 11.200 profughi interni solo nel distretto di Mannar. La maggior parte di loro è ospitata da famiglie locali, mentre gli altri vivono in 13 differenti campi accoglienza gestiti dalle agenzie umanitarie. Stessa situazione per i 10mila sfollati a Manthai ovest, a nord di Mannar.

Nelle scorse settimane le ostilità si sono concentrate in zone poco abitate: Muhamalai e nell’area di Madhu. Ma in questi ultimi giorni le LTTE hanno distribuito volantini tra i civili a Wankalai - distretto di Mannar - che ingiungevano a lasciare le proprie abitazioni immediatamente. Il testo del messaggio impone ai cittadini di “andarsene entro il 27 novembre o dovranno affrontare serie ripercussioni”. Il volantino è scritto in tamil con la firma delle LTTE.

 

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