Pescatori inghiottiti dalla guerra nel nord-est: le famiglie chiedono giustizia

Il premier ha incontrato i familiari di uomini scomparsi da anni nelle acque di fronte alle zone di guerra e mai tornati a casa. I parenti chiedono alle autorità di indagare sulla sorte dei loro cari, forse arruolati con la forza dai ribelli tamil, e di garantire loro sostegno economico ed alimentare. Il primo ministro ascolta, ma non fa promesse.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) – Il governo dello Sri Lanka ha accettato di prendere in considerazione le richieste dei familiari di pescatori scomparsi dal 1991 nelle acque del nord-est del Paese. La decisione è arrivata ieri durante un incontro speciale del premier Rathnasiri Wickramanayaka con le famiglie interessate.

Circa 25 rappresentanti dalle regioni sud e nord-est dello Sri Lanka della Organization of disappeared fishermen’s parents, wives and children hanno partecipato all’incontro a Colombo. Al primo ministro hanno raccontato le loro storie e le difficoltà affrontate anche a livello economico, senza poter più contare sul membro della famiglia da cui dipendeva la sussistenza di tutti. “Oltre al dolore della perdita – raccontano le vittime – vi è anche la frustrazione di aver sempre trovato le istituzioni sorde alle nostre richieste”.

P. M. Keerthipala, 65 anni, presidente dell’Organizzazione, ha spiegato al premier che “dal 1999 facciamo presente a capi di Stato e autorità questa situazione, ma finora non è mai arrivata una risposta adeguata”. “La prego - ha aggiunto implorando – almeno Lei ci presti attenzione”.

R. S. Shanti è una donna di 53 anni che ha perso le tracce del figlio dal 4 novembre 1997, quando era andato a pesca nelle acque di Trincomalee. “Ci aiuti a trovare informazioni sui nostri cari – ha chiesto al premier – noi crediamo che siano ancora vivi in qualche parte del mondo, non importa se malati o resi disabili da chissà quali esperienze, noi li rivogliamo solo abbracciare”.

Anche Nirmala Priyadharshani, 35 anni, ha perso il marito nel mare di fronte Trincomalee, ma quando è accaduto lei era incinta del loro secondo figlio. Almeno altre 400 donne, insieme al marito hanno perso anche chi le sostentava e ora vivono in condizioni difficilissime.

Sono circa 150 le famiglie iscritte alla Organization of disappeared fishermen’s parents, wives and children; al governo domandano la verità sui loro cari, probabilmente arruolati con la forza nelle fila dei ribelli delle Tigri tamil, che nel nord e nell’est del Paese da oltre 20 anni combattono per l’indipendenza da Colombo. Il gruppo chiede, inoltre, che le autorità assicurino un posto di lavoro ai componenti più giovani della famiglia o un sostegno economico nelle spese per la loro istruzione. E in ultimo: che si stabilisca un programma efficace per ottenere razioni alimentari durante tutto l’anno.

Wickramanayaka ha ascoltato con attenzione, ma non si è sbilanciato nel fare promesse: “Posso comprendere la vostra agonia e la sofferenza per la mancanza dei vostri cari, e sono spiacente per la situazione che state passando, sottoporrò la questione al presidente stesso”. Il premier ha poi chiesto ai presenti di consegnargli una lista completa con nomi e indirizzi di tutti gli scomparsi in modo da riprendere in modo regolare la consegna di razioni alimentari alle famiglie bisognose.

 

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