Più di 300 mila pellegrini per chiedere la pace a Nostra Signora di Lanka

Impossibilitati ad andare al santuario di Madhu, i fedeli si sono riversati a Tewatte. Presenti anche musulmani e indù.

Tewatte (AsiaNews/Ucan) – Nel Paese segnato da un conflitto pluridecennale, oltre 300 mila fedeli hanno partecipo a un pellegrinaggio al santuario di Nostra Signora di Lanka per domandare la pace e pregare per i malati. Il santuario, situato a nord della capitale Colombo, è stato visitato anche da musulmani e buddisti.

Di solito il pellegrinaggio annuale, all'ultima domenica di agosto, ha di mira la preghiera per i malati. Ma quest'anno, a causa della ripresa delle violenze fra esercito e guerriglia Tamil, il tema fondamentale è stato la domanda a Dio per la pace.

"Nella nostra nazione non c'è pace – dice A.H. Samarasinghe – ma ci raduniamo qui e preghiamo per questo. Crediamo che Maria, nostra Madre, potrà donarci la pace".

P. Merl Shanti Perera, responsabile della basilica, fa notare che alla festa giungono anche persone di diverse fedi: "Quest'anno abbiamo visto anche molti fedeli musulmani partecipare al pellegrinaggio. Tutte le persone qui vogliono la pace".

Al servizio di preghiera per la guarigione dei malati hanno partecipato mons. Oswald Gomis, arcivescovo di Colombo e altri 2 vescovi, oltre a circa 300 preti e religiosi. Prima dell'adorazione eucaristica, tutti i fedeli hanno recitato una preghiera alla Madonna per ottenere la pace per la nazione.

Nella sua omelia, mons. Gomis ha sottolineato che la pace comincia dalla famiglia: "Se non abbiamo pace nelle nostre famiglie, non avremo pace nella nostra nazione. Se la gente costruisce la pace nelle loro famiglie, si potrà restaurare la pace nella nazione".

Il più famoso santuario mariano nazionale è quello di Madhu, nel nord (attualmente nell'area controllata dai ribelli Tamil). Quest'anno, a causa del conflitto e degli scontri in atto, il pellegrinaggio a Madhu è stato cancellato.

La basilica di Tewatte è anch'essa un santuario nazionale. È stata costruita nel 1946, per ringraziare la Madonna di aver salvato l'isola dagli orrori della II Guerra mondiale. "Nostra Madre Maria ha salvato già una volta il nostro meraviglioso paese dalla guerra – dice una studentessa – e così credo che Lei potrà salvarlo ancora  adesso, in questo momento così cruciale".

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