Porto di Colombo in crisi: ritardi e costi in aumento

I disservizi stanno portando molte navi da carico a bypassare il porto, causando perdite economiche per il Paese e un aggravio dei costi per gli importatori. Le autorità marittime hanno segnalato 2-3 giorni di ritardo nell'ormeggio a causa delle scarse capacità dei terminal e le difficoltà nelle operazioni di sdoganamento.

di Arundathie Abeysinghe

Colombo (AsiaNews) – Il porto di Colombo, principale snodo commerciale dello Sri Lanka, sta affrontando una grave crisi di congestione che sta compromettendo le sue operazioni e la competitività internazionale. Nonostante le direttive governative della scorsa settimana per accelerare lo sdoganamento dei container, la situazione rimane critica. Ritardi significativi hanno portato molte navi da carico a bypassare il porto, causando perdite economiche per il Paese e un aumento dei costi per gli importatori, su cui alla fine ricadono le spese aggiuntive di controstallia, le tasse doganali dovute ai ritardi.

Le autorità marittime segnalano un ritardo di 2-3 giorni nell’ormeggio a causa della mancanza di capacità e dei pochi ormeggi disponibili. Secondo gli esperti di navigazione Dushyantha Weerasekara e Manilal Samarasinghe, basati in Australia, "la principale causa della congestione è la disponibilità di soli tre ormeggi a pescaggio profondo presso il Colombo International Container Terminal (CICT), mentre il terminal est è ancora parzialmente operativo”. Ritardi straordinari come questi spingono le navi a preferire altri porti, come quelli in India o Singapore, facendo perdere allo Sri Lanka il suo vantaggio competitivo.

Alcuni funzionari portuali ritengono che “sebbene siano molteplici i fattori che portano alla congestione del porto, anche le severe ispezioni del carico sono una delle ragioni principali che portano a ritardi nello sbarco”. Le merci provenienti dall’India, che normalmente raggiungono lo Sri Lanka in otto ore, impiegano fino a 10 giorni per arrivare sul mercato locale.

Negli ultimi cinque-sei mesi, circa 25-30 navi hanno bypassato l’approdo a Colombo, ha riferito Tuan Ghouse Arfin, presidente della Customs House Agents and Traders Association, che ha denunciato anche il rallentamento delle operazioni doganali, aggravato dalla carenza di personale e da ispezioni più severe. Problemi che si sono riversati sugli impiegati del molo, mentre i clienti si trovano a dover pagare prezzi più alti nonostante i ritardi. 

"I funzionari doganali, pur essendo tenuti a operare 24 ore su 24, lavorano spesso fino alle 3 del mattino per poi riprendere alle 8, accumulando straordinari e aumentando i costi operativi per smaltire gli arretrati", hanno spiegato gli ex sovrintendenti doganali Nihal Vithanage e Damith Punchihewa. Per superare le crisi, servirebbe un rapido potenziamento delle infrastrutture portuali e un’efficace riorganizzazione delle operazioni doganali: “È necessario aumentare la capacità del porto e dei punti di ispezione doganale”, hanno spiegato i sovrintendenti, specificando che le spese di controstallia alla dogana per i ritardi vanno dalle 15mila alle 20mila rupie al giorno (48-70 euro), a seconda della lunghezza del container

La congestione del porto probabilmente avrà un impatto diretto anche sui consumatori, con un possibile aumento del 20% dei costi di importazione. I funzionari dell’Associazione dei proprietari del trasporto container (CTOA) segnalano che tra gli 800 e i 1.000 veicoli sono bloccati al porto, con i conducenti costretti ad attendere fino a una settimana per lo sdoganamento.

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