Sacerdoti e laici cattolici protestano in silenzio contro il potere di Rajapaksa

Il parlamento discute oggi la modifica della costituzione che dà al presidente maggiori poteri e la possibilità di ricandidarsi alle elezioni. Leader religiosi, attivisti e partiti di opposizione temono la fine della democrazia.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) – Con una manifestazione silenziosa sacerdoti, religiosi e suore del Christian Solidarity Movement (Csm) protestano contro il tentativo del presidente Mahinda Rajapaksa di ampliare i propri poteri e ricandidarsi per la terza volta alle elezioni. Questa mattina circa cento persone si sono radunate davanti alla chiesa di san Filippo Neri nel centro di Colombo, recitando il Rosario e chiedendo alla Madonna di vegliare sul Paese. Unico slogan di protesta uno striscione con scritta: "La nostra opposizione per la modifica della costituzione che non ha riguardo per le persone".

La discussione sul 18° emendamento della costituzione, voluto da Rajapaksa è iniziata oggi in parlamento. Se approvato, il presidente avrà maggiori poteri e soprattutto avrà la possibilità di candidarsi per un numero illimitato di volte.

Suor Rose Fernando, missionaria francescana di Maria e tra i partecipanti alla manifestazione del Csm, afferma: “Per prima cosa il governo avrebbe dovuto consultare la popolazione. Un tale emendamento può distruggere completamente la nostra democrazia…. Esso è davvero una morte per la nostra libertà”. “In questo momento – continua – la priorità è la riconciliazione nazionale”. La suora sottolinea che la partecipazione del clero alle proteste è un modo per dire alla gente che la Chiesa è al loro fianco in questa situazione.

Intanto, si alza la tensione nelle strade della capitale, dove i cortei organizzati da partiti di opposizione, sindacati e attivisti di estrema sinistra rischiano di scontrarsi con manifestazioni a favore di Rajapaksa.

“Il presidente sta tentando di prendere il potere insieme alla sua famiglia – afferma Dharmasiri Lankapeli, segretario del sindacato dei giornalisti – Noi siamo scesi per le strade per dire che non vogliamo questo emendamento. Esso distruggerà la nostra democrazia e la poca libertà che ci è rimasta”.

Alle proteste si è unita anche la Conferenza episcopale dello Sri Lanka, che in un comunicato afferma: “Come guide spirituali esprimiamo la nostra preoccupazione rispetto al futuro del loro popolo e a prescindere dalla religione o dalle differenze culturali, vogliamo affermare che in ogni modifica della Costituzione, devono essere mantenuti i valori fondamentali della democrazia e la trasparenza e la credibilità delle diverse istituzioni politiche. Il benessere e la prosperità del nostro popolo, la sua dignità umana e la sua libertà non devono essere sacrificati."

 

 

 

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