Società civile contro progetti che mettono a rischio Mannar

Estrazione illegale di sabbia, iniziative minerarie, grandi impianti di energia eolica sono avvertiti come un pericolo per la delicata biodiversità dell'isola. "Questo non è sviluppo: porteranno danni maggiori anche rispetto a quelli avvenuti con la guerra".

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) - Più di 2mila persone hanno protestato nei giorni scorsi sull’isola di Mannar contro una serie di progetti di sviluppo in corso che distruggono l’ambiente e minacciano il suo ecosistema fragile. Promossa dal Comitato dei cittadini di Mannar, l’iniziativa è stata condotta in stretta collaborazione con il Centro per la Giustizia ambientale e varie organizzazioni della società civile locale.

Persone di diversa estrazione, inclusi gruppi giovanili, ong, collettivi femminili, leader religiosi, pescatori e agricoltori, hanno partecipato alla manifestazione. I manifestanti hanno contestato contro attività come l’estrazione illegale di sabbia in corso, i progetti minerari sull’ilmenite e i grandi impianti di energia eolica che, secondo gli attivisti, metterebbero a rischio la delicata biodiversità dell’isola, i mezzi di sussistenza locali e il patrimonio culturale.

Secondo i promotori della protesta questi progetti potrebbero causare danni maggiori rispetto a quelli avvenuti durante la guerra. Intervistati da Asia News, Selvarasa Manikkam, Vasudavan e Ifthikar Rahaman hanno osservato che i governi dovrebbero studiare a fondo ogni progetto di sviluppo prima di attuarlo, valutando se sia adatto alle persone e all’ambiente circostante. “Questi progetti distruggono tutto ed è questo che ci opponiamo” hanno commentato. “Non siamo contro lo sviluppo – ha aggiunto Janaka Withanage, del Centro per la Giustizia ambientale - ma deve essere giusto, inclusivo e sostenibile. Quello che stiamo vedendo a Mannar è un’ingiustizia ambientale e sociale che si sta svolgendo in tempo reale”.

Gli organizzatori hanno dichiarato che la manifestazione non è un evento isolato, ma uno sforzo che proseguirà per chiedere trasparenza, coinvolgimento pubblico e rispetto delle norme ambientali in tutti i futuri sviluppi nell’area. “Ci stiamo sollevando – concludono - non solo per noi stessi, ma per le generazioni future della nazione Rivolgiamo un appello a tutti i responsabili delle politiche, investitori e agenzie di regolamentazione: ascoltate la nostra voce e proteggete ciò che resta dei nostri preziosi ecosistemi costieri”.

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