Sri Lanka, il governo riapre la questione degli “scomparsi” della guerra civile

Le autorità di Colombo rinnovano l’impegno a portare a termine il processo di riconciliazione nazionale. Il Comitato internazionale della Croce rossa ha presentato un rapporto dal titolo “I bisogni delle famiglie delle persone scomparse in Sri Lanka: la vita nell’incertezza”. Ministro degli Esteri: “Dobbiamo portare a termine la riconciliazione non per fare contente le istituzioni dell’Onu, ma per forgiare un futuro di dignità e rispetto per tutti i cittadini”.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) – I rappresentanti del ministero degli Esteri dello Sri Lanka e una delegazione del Comitato internazionale della Croce rossa (Icrc) si sono incontrati per discutere della questione degli scomparsi della guerra civile. La riunione è stata guidata da Harsha de Silva, vice-ministro degli Esteri, che ha dichiarato: “Il governo del presidente Maithripala Sirisena e del premier Ranil Wickremesinghe riconosce l’importanza che il tema delle persone scomparse riveste per le loro famiglie. Proprio per questo il governo ha annunciato durante il Consiglio per i diritti umani di Ginevra del 14 settembre 2015 il suo impegno a creare un Ufficio per le persone scomparse in base al principio che le famiglie hanno il diritto di sapere”.

L’incontro delle delegazioni giunge a pochi giorni di distanza dalla visita ufficiale dell’Alto commissario per i diritti umani dell’Onu, Zeid Ra’ad Al Hussein, che ha esortato il Paese asiatico a “sconfiggere i demoni” del sanguinoso conflitto che per 30 anni ha contrapposto l’esercito regolare e i ribelli delle Tigri Tamil.

Il Comitato internazionale della Croce rossa ha presentato un rapporto dal titolo “I bisogni delle famiglie delle persone scomparse in Sri Lanka: la vita nell’incertezza”. Il vice-ministro de Silva ha sottolineato i risultati raggiunti dalle attuali forze al potere, come la firma della Convenzione Internazionale per la protezione di tutte le persone dalle sparizioni forzate [approvata dall’Assemblea Generale dell’Onu nel 2006 - ndr]. Il governo inoltre ha permesso per la prima volta dopo 16 anni la visita del Gruppo di lavoro per le sparizioni forzate e non volontarie e sta pensando di creare uno specifico “Certificato di assenza” per catalogare in maniera univoca gli scomparsi.

Mangala Samaraweera, ministro degli Esteri, ha poi sottolineato il bisogno di riconciliazione nel Paese e ha lanciato un appello alle vittime di entrambe le parti a partecipare al processo di consultazione.

Infine Samaraweera ha ammesso “che oggi ci sono ancora tante persone che hanno paure e dubbi”, ma poi ha affermato che la riconciliazione “deve essere portata a termine, non per placare le pressioni internazionali o per far felice l’Alto commissario per i diritti umani”. “Dobbiamo farlo – ha detto – perché lo dobbiamo al popolo della nostra nazione, per forgiare un nuovo futuro in cui tutti i cittadini saranno trattati con pari dignità e rispetto”.

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