Sri Lanka: marcia silenziosa per le vie di Colombo in difesa della libertà di espressione

La Sri Lanka Working Journalists Association guida la protesta contro il clima intimidatorio nei confronti dei media e accusa le forze paramilitari di essere dietro le violenze che colpiscono i giornalisti. Il 1 giugno è stato sequestrato e picchiato Poddala Jayantha firma del quotidiano singalese Silumina.

di Melani Manel Perera

Colombo (AsiaNews) - Fermare i rapimenti e le violenze contro i giornalisti, difendere la libertà di stampa. Politici, sindacalisti, religiosi, attivisti e operatori dei media hanno manifestato il 10 giugno sfilando in marcia silenziosa per le strade di Colombo.

 

La Sri Lanka Working Journalists Association (Slwja) guida la protesta contro il clima intimidatorio nei confronti dei media e accusa le forze paramilitari di essere dietro alle violenze che di frequente colpiscono i giornalisti dell’isola.

 

L’ultima vittima è Poddala Jayantha, segretario della Slwja e firma del quotidiano singalese Silumina. Il 1 giugno è stato assalito e sequestrato da un gruppo non ancora identificato. Il fatto è avvenuto nel pomeriggio davanti a numerosi testimoni. Trascinato a bordo di un camioncino Poddala è stato picchiato, riportando fratture alle gambe; gli assalitori gli hanno tagliato barba e capelli per poi abbandonarlo nei pressi dell’IDH hospital di Colombo.

 

Unanime la condanna del rapimento lampo che ha spinto la Slwja e il Free Media Movement (Fmm) ad organizzare la marcia silenziosa del 10 giugno. P. Lional Peiris, che ha partecipato alla manifestazione con un gruppo della diocesi di Kurunegala, ha affermato ad AsiaNews: “La libertà di espressione è un diritto della persona, ma oggi la libertà viene uccisa e questo ci fa capire che la guerra non è finita”.

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